Centrosinistra in Campania, dialogo e tensioni: De Luca jr apre, Fico frena sulle “coalizioni extralarge”
Montella (Avellino) – La Festa dell’Unità in Irpinia ha fatto da cornice al primo vero confronto pubblico tra Piero De Luca e Roberto Fico, entrambi protagonisti della costruzione del “campo largo” in vista delle prossime regionali.
De Luca, deputato del Partito Democratico e figlio del governatore uscente Vincenzo, ha ribadito la necessità di valorizzare i dieci anni di risultati ottenuti dalla Regione per avviare una nuova stagione amministrativa: “Ripartiamo da un modello che ha difeso la sanità pubblica, attratto risorse europee e rafforzato i servizi. Da qui deve nascere un programma più ambizioso, che dia continuità e innovazione”.
Diverso il tono di Roberto Fico, candidato alla presidenza per il centrosinistra. L’ex presidente della Camera ha infatti posto alcuni paletti, a partire dal no alle coalizioni extralarge e al proliferare di liste civiche e “civetta”: “Non ci servono contenitori vuoti che indeboliscono la credibilità del progetto. Il programma c’è già ed è chiaro: dobbiamo concentrarci sulle priorità, dal lavoro alla sanità, senza disperdere energie in formule troppo ampie”.
Un messaggio che ha come destinatario anche lo stesso Vincenzo De Luca, spesso critico con l’ex presidente della Camera. Fico ha evitato lo scontro diretto, ma ha ricordato l’importanza di non ripetere gli errori del 2022 con le divisioni interne che hanno favorito il centrodestra.
Sul palco, insieme ai due, anche esponenti di forze riformiste e civiche che sostengono la candidatura di Fico, i quali hanno sottolineato la necessità di costruire un modello di governo coeso, capace di coniugare competenze e rappresentanza territoriale.
La strada verso le regionali in Campania, dunque, è aperta ma non priva di ostacoli: da un lato la volontà di Piero De Luca di rivendicare l’eredità amministrativa del padre e rilanciare un’alleanza ampia; dall’altro la linea di Roberto Fico che punta su un campo largo più selettivo, con meno sigle e più contenuti.
Il confronto di Montella ha segnato il primo passo concreto di un dialogo che dovrà presto trasformarsi in programma e in squadra, in un quadro politico ancora attraversato da diffidenze reciproche e tensioni interne.


