di Vanni Vignes
Una Salernitana dai due volti, viene fermata sul pareggio da una Cavese modesta ma che ha avuto il merito di sfruttare il grave calo dei padroni di casa nella ripresa. Calo coinciso con una folle decisione del tecnico che al minuto 65 decide di togliere dal campo il vero faro di questa squadra, Vitale, per inserire Gyabua che con tutto il rispetto di questo mondo si è riconfermato non all’altezza per questa categoria, che resta comunque molto modesta. Da quel momento la partita, controllata agevolmente dai granata fin dalla prima frazione, ha visto una sola squadra in campo, quella ospite e la scusa del caldo non regge visto e considerato che la temperatura era la stessa per entrambe le squadre ed anzi, la Salernitana aveva anche il vantaggio di averla sbloccata la gara. Probabilmente ci si appellerà alle molte occasioni fallite nei primi 45 minuti, al gol regolarissimo annullato da un arbitro fra i peggiori mai visti all’Arechi, ma nulla può giustificare gli errori commessi dal tecnico granata. Anche il cambio di La Gumina merita spiegazioni così come la testardaggine nel tenere in campo Achik sempre più innamorato di se stesso e sempre più corpo estraneo di questa squadra. Il marocchino pare giocare una partita tutta sua, cercando giocate e “tocchi” ad effetto che poche volte riescono e che alla lunga, pesano sull’economia di un gioco già di valore mediocre. Nonostante tutto però, la sensazione è che la Salernitana sia molto di più rispetto a ciò che riesce a far vedere ed è per questo che sarebbe giusto, fin da questa sera, ragionare sulla possibilità che Cosmi, abbia il polso e le idee per continuare a guidarla.

