Il 30 e 31 agosto i momenti più attesi dei festeggiamenti. Una tradizione secolare che unisce devozione, identità e partecipazione popolare
Tradizione, fede, identità e spettacolo. Salvitelle si prepara a vivere i festeggiamenti in onore di San Sebastiano Martire, patrono del paese, con un programma che rinnova alcuni dei riti più caratteristici della comunità e si concluderà con il grande concerto di Alessio. Ad anticipare le due giornate centrali della festa diversi appuntamenti, domani giovedì 27 agosto, il concerto live di Michele Taurino, in programma alle ore 22 al Campo Sportivo San Giorgio, con ingresso libero.
Tre, in particolare, gli appuntamenti al centro della manifestazione: lasecolare corsa a piedi nudi dalla Serra San Giacomo, il tradizionale torneo di lotta greco-romana, entrambi in programma domenica 30 agosto, e lo spettacolo musicale di Alessio, lunedì 31 agosto alle ore 22 in Piazza San Sebastiano.
“La festa di San Sebastiano è uno dei momenti nei quali Salvitelle esprime con maggiore forza la propria identità. La corsa a piedi nudi e la lotta sono tradizioni che attraversano le generazioni e raccontano il legame profondo della nostra comunità con la fede, la storia e il territorio. A questi riti antichi affianchiamo momenti di spettacolo e di condivisione, con il concerto di Alessio, per accogliere quanti torneranno a Salvitelle e i tanti visitatori che vorranno scoprire il nostro paese. È una festa che custodisce il passato ma, soprattutto attraverso i giovani, continua a vivere nel presente”, dichiara il sindaco Maria Antonietta Scelza.
Domenica 30 agosto, dalle ore 18, torna uno dei riti più suggestivi e identitari di Salvitelle. La corsa prende il via dalla sommità della Serra San Giacomo e conduce i partecipanti fino alla chiesa del paese attraverso un percorso impervio, tra pietre, rovi, sterpi e vegetazione, affrontato rigorosamente a piedi nudi.
Non è una semplice competizione sportiva, ma una prova nella quale si incontrano sacrificio personale, devozione e senso di appartenenza. Secondo la ricostruzione contenuta nel volume Itinerario storico dal ’700 a oggi, a cura di Pietro Zirpoli, la tradizione viene fatta risalire al 1791 e alla presenza sulla montagna dei militari francesi. La memoria popolare racconta di una sfida con i pastori locali, capaci di muoversi scalzi e rapidamente sul terreno impervio, a differenza dei soldati appesantiti dagli scarponi.
Nel tempo quella memoria si è legata profondamente alla devozione per San Sebastiano. Al termine della corsa, infatti, i partecipanti raggiungono la chiesa e baciano il piede della statua del Santo. Subito dopo immergono i piedi, spesso segnati dal percorso, in tinozze contenenti vino locale: un antico gesto utilizzato per lenire le ferite che ha assunto anche un forte valore rituale e simbolico.
Sempre domenica 30 agosto, al termine della corsa, spazio al tradizionale torneo di lotta greco-romana, altra manifestazione tramandata da generazioni.
Le sue origini rimangono avvolte nella memoria popolare. Una ricostruzione la collega alle antiche contese tra pastori per il territorio e i pascoli; un’altra richiama invece le prove atletiche del Pentathlon dell’antica Grecia.
Se nella corsa l’uomo si misura con la montagna e con la propria resistenza, nella lotta diventano protagonisti forza, equilibrio e confronto. Due riti differenti che fanno parte dello stesso patrimonio culturale e popolare e che continuano a raccontare il rapporto di Salvitelle con la propria storia.
La chiusura dei festeggiamenti sarà affidata alla musica. Lunedì 31 agosto, alle ore 22, in Piazza San Sebastiano, salirà sul palco Alessio, nome d’arte di Gaetano Carluccio, tra le voci più conosciute della musica napoletana contemporanea.
Una carriera iniziata nei primi anni Duemila e un repertorio nel quale la melodia partenopea incontra sonorità contemporanee. Alessio porterà a Salvitelle i successi che hanno accompagnato il suo percorso artistico, a partire da Ma sì vene stasera, insieme alle produzioni più recenti.
Il concerto completerà due giornate nelle quali Salvitelle tornerà a essere luogo di incontro per residenti, visitatori e tanti emigrati che rientrano nel paese d’origine in occasione della festa patronale.
Ad accompagnare i festeggiamenti ci saranno inoltre le tradizionali luminarie, la banda musicale e i fuochi d’artificio, elementi che contribuiscono a creare l’atmosfera della festa.
La celebrazione di San Sebastiano rappresenta infatti per Salvitelle molto più di un appuntamento religioso: è il momento nel quale una comunità si ritrova e rinnova il legame con le proprie radici. La corsa a piedi nudi, la lotta, la devozione al Santo e la festa popolare costituiscono un patrimonio che continua a essere trasmesso alle nuove generazioni e che rende Salvitelle custode di tradizioni di particolare valore storico e culturale.

