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8 Settembre 2026

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Capaccio, avevamo visto bene

IL SOCIALISTA IMPERTINENTE

La sfiducia al sindaco Gaetano Paolino, arrivata con le dimissioni di nove consiglieri comunali, chiude anticipatamente un’esperienza amministrativa e conferma un problema che avevamo sollevato già nel giugno del 2025.

Dispiace, prima di tutto sul piano umano, per Paolino. E non c’è alcuna soddisfazione nell’aver previsto un epilogo del genere. Ma quanto accaduto a Capaccio Paestum non può essere considerato del tutto inatteso.

Il 21 giugno 2025, all’indomani della formazione della nuova Giunta, su Il Pezzo Impertinente scrivevamo: “Qualità sì, ma la politica è mortificata. Non si va lontano”. Il punto non era mettere in discussione la competenza degli assessori scelti, ma contestare l’idea che una Giunta interamente tecnica ed esterna potesse sostituire la politica, relegando ai margini gli eletti e il Consiglio comunale.

A distanza di poco più di un anno, nove consiglieri hanno posto fine anticipatamente all’amministrazione.

Una lezione che va oltre Capaccio Paestum. Le competenze sono indispensabili, ma da sole non governano una comunità. Amministrare significa anche costruire consenso, mediare, ascoltare i territori, tenere insieme una maggioranza e riconoscere il ruolo di chi ha ricevuto direttamente il voto dei cittadini.

La tecnica può aiutare la politica e migliorarne la qualità. Non può sostituirla.

Nel giugno 2025 concludevamo quell’articolo con poche parole: “Senza politica non si va lontano”.

Purtroppo, a Capaccio Paestum, è andata proprio così.

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