di Vanni Vignes
Cosi non va. Il pareggio rimediato nella gara con il Potenza, probabilmente per la prima volta in stagione, lascia davvero tanto amaro in bocca perché le “scelte”, come mai prima d’ora, sono sembrate a tutti i presenti quest’oggi all’Arechi, completamente sbagliate e senza senso. Amaro in bocca perché i 90 minuti hanno avuto una sola padrona, la Salernitana, che però non è riuscita a concretizzare l’enorme mole di gioco prodotta. Il 352 si conferma ancora probabilmente il modulo migliore per questo organico ma gli interpreti, alcuni soprattutto, sinceramente meriterebbero approfondite riflessioni. Uno in particolare, Roberto Inglese. Scelto da Raffaele come terminale offensivo, supportato da un ottimo Liguori, l’ex Parma ha deluso in maniera clamorosa ancora una volta. Se nel primo tempo è stato praticamente l’unico calciatore a non “tirare” mai verso la porta avversaria, e stiamo parlando del centravanti, nella ripresa l’attaccante è praticamente sparito dal campo, non entrando mai nel vivo della manovra, in una che sia una sola azione di gioco, e consegnando puntualmente agli avversari i 3 o 4 palloni che gli sono capitati addosso. Se a questo aggiungiamo il fatto che il campo ci ha mostrato una condizione atletica sinceramente non adatta al livello della categoria, è facile immaginare che intorno al calciatore la Salernitana abbia l’obbligo di fare qualche riflessione in vista del mercato di Gennaio. E grave, sinceramente, è sembrata anche la testardaggine con cui il tecnico abbia deciso di tenerlo in campo per tutta la gara, preferendo togliere il più pimpante, il più pericoloso, il più pronto Liguori, per fare spazio a chi invece il campo doveva vederlo dal principio, Ferrari. Il blasone, il nome, il passato per quanto glorioso possa essere, in questo sport non hanno alcun valore. La cocciutaggine, la presunzione e la miopia invece, pesano, e lo fanno in maniera pericolosa. Per il resto la partita è stata dominata dai granata, in lungo ed in largo, ed anche la reazione avuta dopo essere passati in svantaggio ha confermato lo spessore di questa squadra. Bisogna migliorare però sotto l’aspetto della lucidità, nel momento di operare le “scelte” sia in campo che in panchina. La Salernitana è ancora in testa al campionato e senza fasciarsi la testa, ha il dovere di riflettere e correggere le cose che ancora non funzionano all’interno di un percorso che fino ad oggi, il campo ed i numeri, confermano essere più che positivo.


