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26 Settembre 2026

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Corte dei Conti stoppa la delibera sul Ponte, Salvini: «Andiamo avanti, i fondi saranno messi in sicurezza»

Roma, 30 ottobre 2025 – Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina subisce un nuovo scossone. La sezione centrale di controllo di legittimità della Corte dei Conti ha deciso di non ammettere al visto e alla registrazione la delibera del Cipess del 6 agosto scorso che approvava il progetto definitivo dell’opera e stanziava le relative risorse. Una scelta che, pur non segnando la fine del progetto, ne congela l’iter amministrativo e apre un nuovo fronte di tensione tra Governo e magistratura contabile.

Secondo quanto trapelato, la Corte avrebbe rilevato criticità nella documentazione tecnica e finanziaria presentata, con dubbi su coperture economiche, previsioni di traffico, conformità sismica e procedure ambientali. Le motivazioni complete saranno rese note entro trenta giorni.


Salvini: «Risponderemo punto per punto e i cantieri partiranno»

La risposta del Governo non si è fatta attendere. Dopo una riunione a Palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni e l’amministratore delegato di Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha ribadito la determinazione dell’esecutivo:
«Aspettiamo i prossimi giorni per leggere i rilievi, a cui siamo sicuri di poter rispondere punto su punto. Poi partiamo col cantiere. In legge di Bilancio lavoreremo per mettere in sicurezza tutti i fondi già stanziati».

Il ministro ha inoltre annunciato che al prossimo Consiglio dei ministri, previsto nei prossimi giorni, informerà i colleghi «su come intendiamo andare avanti». Salvini ha parlato di un’opera “strategica per l’Italia”, assicurando che l’obiettivo resta l’avvio dei lavori «entro i primi mesi del 2026».


Il Governo valuta le contromosse

Il mancato visto della Corte non blocca automaticamente il progetto, ma ne sospende l’efficacia. Tra le opzioni sul tavolo c’è una nuova deliberazione del Consiglio dei ministri che, invocando “motivi di interesse pubblico superiore”, potrebbe consentire di superare la riserva della Corte e far procedere l’iter.

Fonti di Palazzo Chigi definiscono la decisione dei giudici contabili “una forzatura giuridica”, mentre la premier Meloni avrebbe parlato di “invasione di campo” rispetto alle competenze del Governo e del Parlamento.


Un progetto tra promesse e incognite

Il Ponte sullo Stretto, dal valore stimato di 13,5 miliardi di euro, è considerato uno dei pilastri della strategia infrastrutturale del Governo. Ma i dubbi restano: dagli impatti ambientali ai costi crescenti, passando per la tenuta finanziaria del piano.

La Corte dei Conti, con la sua decisione, riporta il progetto al centro di un confronto che va oltre la tecnica e tocca i nervi scoperti della politica italiana: lo scontro tra il diritto al controllo e la volontà di accelerare un simbolo di sviluppo.

Per ora, il messaggio di Salvini è chiaro: «Il Ponte si farà». Resta da capire, però, quando e a quali condizioni.

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