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5 Dicembre 2022

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La Moratti ora vuole convincere il Pd ma non tratta…

“C’è un’interlocuzione aperta con i vertici del Pd, non è un’interlocuzione facile, ma siamo tutti davanti alla responsabilità di capire che lo scenario politico è cambiato e dobbiamo uscire dagli schemi che guardano al passato”. Così Letizia Moratti, in un’intervista a Qn sulla corsa alla presidenza della Lombardia.

“Le ideologie non possono più avere spazio, la gente – dice – ha bisogno di risposte concrete. Per questo la mia candidatura ha una forte connotazione civica. La mia scelta è stata avere una lista civica, appoggiata dal Terzo Polo, alla quale si stanno aggregando formazioni d’estrazione diversa. Contro una destra che alza muri, dobbiamo costruire ponti”.

“Anche senza l’appoggio del Pd io andrò avanti comunque – dice – perché sono certa di poter dare un contributo alla regione che amo. Mi dispiace vedere che la Lombardia non ha più il posizionamento che merita in Europa, benché abbia il potenziale”, “ha perso la peculiarità di essere motore del Paese”. Le chiedono come mai nonostante questo volesse candidarsi con la destra. “Speravo – risponde – che prevalesse nel centrodestra un’anima liberale, popolare, riformista. Man mano che sono passati i mesi, e molto prima delle mie dimissioni, ho dovuto constatare che ci trovavamo di fronte a un centrodestra che ha tradito se stesso”. Si è pentita di non aver mai concesso il patrocinio al Gay Pride quando era sindaca di Milano? “Sì, mi sono pentita. In quella fase ho dato retta alla parte più conservatrice della mia maggioranza”.

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