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22 Aprile 2026

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Capaccio Paestum, la crisi era annunciata: senza politica non si governa

Era tutto scritto. Già mesi fa, quando su Il Pezzo Impertinente (leggi) si evidenziava come la “giunta tecnica” del sindaco Paolino, per quanto composta da figure di qualità, stesse progressivamente svuotando di senso la politica, si intravedevano i segnali della crisi di oggi. La politica, quella vera, fatta di confronto, rappresentanza e consenso, era stata messa ai margini. Ora la maggioranza si ritrova impantanata nella “mancanza di condivisione” che tanti avevano previsto.

L’idea di sostituire il peso del consenso con quello della competenza tecnica, di ridurre il dibattito a semplice gestione, ha prodotto un’amministrazione isolata, incapace di metabolizzare il dissenso interno e di parlare alla propria base. Scarsa nella lettura della comunità e nella costruzione di soluzioni. 

È il prezzo di una stagione in cui la politica è stata mortificata. Quando il governo di un territorio si affida soltanto a tecnici e fedelissimi, senza dare spazio a chi ha misurato il proprio consenso tra la gente, il risultato è inevitabile: la frattura con la maggioranza, la sfiducia che aleggia, il rischio di implosione.

Paolino, se continuerà su questa strada, rischia di “tirare a campare”, amministrando in difesa e senza una direzione chiara. E in politica, quando si smette di costruire, si comincia lentamente a cadere.

Serve un ritorno alla politica vera, quella che media, ascolta, decide e si assume responsabilità. Solo così si potrà restituire un senso alla parola “maggioranza” e dare un futuro credibile a Capaccio Paestum.

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