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18 Aprile 2024

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Il caso Sgarbi ed il Governo

di Valeria Torri

L’Antitrust rende noto il dispositivo in seguito al quale sono scattate le dimissioni di Vittorio Sgarbi da sottosegretario alla Cultura. “Ha esercitato attività professionali in veste di critico d’arte in materie connesse con la carica di governo a favore di soggetti pubblici e privati in violazione della Legge Frattini sul conflitto di interesse”.

L’arrivo di una «molto complessa e confusa lettera» dell’Authority, dice Vittorio Sgarbi, dove «c’era scritto che non posso fare conferenze da Porro», lo ha spinto a lasciare. E annuncia le sue dimissioni, con un colpo di teatro, a un evento organizzato dallo stesso giornalista Nicola Porro a Milano. «Mi dimetto con effetto immediato da sottosegretario. Nelle prossime ore lo comunicherò alla Premier». 

Vittorio Sgarbi, dunque, non sarà più sottosegretario alla Cultura e se ne va ringraziando la Presidente del Consiglio «che non mi ha chiesto niente», precisa, puntando il dito contro il suo Ministro, Gennaro Sangiuliano, che non esita a definire «uomo senza dignità». 

«Farò sicuramente ricorso al Tar» annuncia Sgarbi. «C’è stata un’azione precisa per portarmi alle dimissioni. Sono oggetto di una persecuzione mediatica evidente». Dal palco delle sue dimissioni, sostiene che contro di lui è in corso una campagna di diffamazione dietro la quale «non c’è alcuna ‘inchiesta giornalistica ma l’uso criminale delle accuse di un pregiudicato». L’accusa è a Dario Di Caterino, suo ex collaboratore, poi allontanato, il quale si sarebbe vendicato scrivendo una lettera di menzogne e diffamazioni che il giornale “Il Fatto quotidiano” diretto da Marco Travaglio e la trasmissione televisiva “Report” di Sigfrido Ranucci avrebbero rilanciato senza preoccuparsi di verificare se le cose scritte fossero vere. 

I due non tardano a far arrivare la replica all’orami ex sottosegretario. Marco Travaglio, a Otto e Mezzo (su La7): «”Questo” è un rappresentante delle istituzioni che ha taciuto 33 incarichi che avrebbe dovuto dichiarare e ha incamerato 300.000euro in 9 mesi!». Travaglio racconta come la verità sia semplice e lineare: «Mackinson – giornalista de “Il Fatto Quotidiano” – ha raccolto lo sdegno di un whistleblower, ovvero di un testimone coperto che lavora al Ministero, che ha denunciato un membro del Governo che violava la Legge Frattini sul conflitto d’interesse del 2004. La denuncia, all’attenzione del Ministro Sangiuliano, è stata correttamente gestita con l’avvio di un’ispezione dell’Autorità competente a rispondere in materia di conflitti d’interesse e incompatibilità».

Sigfrido Ranucci, per Report, incalza: «Chapeaux a Sgarbi per le dimissioni che sono un gesto che merita altissimo rispetto. Accade raramente per gli esponenti della nostra classe politica. Così come accettiamo le sue scuse per aver proferito contro di noi degli insulti sopra le righe. Ora però, questo non toglie che torneremo ad indagare su di lui per l’uso un po’ disinvolto che ha fatto dei suoi autisti.»

Sull’opportunità e dunque nel merito della dignità delle dimissioni di Sgarbi, non si può non constatare come siano apprezzabili innanzi ad un atto emesso dall’Antitrust che imputa al Sottosegretario la violazione dell’articolo 2, comma 1, lettera d) della legge 20 luglio 2004, n. 215 (sulle “Incompatibilità”), che recita testualmente: “Il titolare di cariche di governo, nello svolgimento del proprio incarico, non può esercitare attività professionali o di lavoro autonomo in materie connesse con la carica di governo, di qualunque natura, anche se gratuite, a favore di soggetti pubblici o privati; in ragione di tali attività il titolare di cariche di governo può percepire unicamente i proventi per le prestazioni svolte prima dell’assunzione della carica; inoltre, non può ricoprire cariche o uffici, o svolgere altre funzioni comunque denominate, né compiere atti di gestione in associazioni o società tra professionisti”.

Ora, una volta che le dimissioni saranno ufficiali, Meloni deciderà cosa fare anche se la sostituzione di Sgarbi potrebbe rientrare in un pacchetto più ampio di messa a punto della squadra di Governo.

A pesare sull’immagine del Governo, come ricorda Angelo Bonelli, deputato Europa Verde, sono i casi di Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia rinviato a giudizio per rivelazione di segreto d’ufficio, e Daniela Santachè, ministra del Turismo per la vicenda a carico della sua società Visibilia, commentando: «Le dimissioni del sottosegretario Sgarbi sono un atto dovuto e necessario dopo la decisione dell’Antitrust. Ma sarebbe un gesto di igiene politica e istituzionale se a queste seguissero anche le dimissioni di Santanchè e Delmastro coinvolti in imbarazzanti inchieste giudiziarie».

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