di Vanni Vignes
La Salernitana più pazza della stagione ribalta negli ultimi minuti una partita che sembrava persa e grazie ai gol di Lescano prima e Djamanca poi, fa impazzire l’Arechi regalandosi 3 punti di un’importanza clamorosa. Eppure la serata era nata male ed era proseguita peggio ed i 3 punti non devono assolutamente contribuire a nascondere la polvere sotto il tappeto perchè il campionato è lungo e difficilmente i granata incontreranno sulla propria squadra un tecnico come Rastelli, capace con le sostituzioni, soprattutto quella di Darboe, di gettare alle ortiche 3 punti. Anche Cosmi questa sera ha lasciato molto molto a desiderare, effettuando scelte parse ai più incomprensibili dando, ANCORA UNA VOLTA, la sensazione che la squadra sia molto di più rispetto a quanto il tecnico riesca a tirar fuori. Il 352 arrivato dopo 5 partite in cui l’allenatore sembrava avesse trovato una strada chiara ma completamente diversa, unità a scelte sui singoli perlomeno discutibili, sono campanelli d’allarme che devono essere tenuti fortemente in considerazione. De Boeur dal primo minuto così come Longobardi, oltre ad un ruolo assolutamente improponibile per Vitale che resta uno dei calciatori più forti della rosa granata, unite all’ennesima esclusione di Lescano dall’undici titolare sono situazioni che stentiamo a capire e che, lo ha detto il campo, sono parse sbagliate. Dopo l’uscita di Darboe però la squadra granata ha trovato forza e fiducia nuove ed ha messo sotto una squadra che comunque era parsa tutt’altro che irresistibile. La zampata di Lescano e la prepotenza atletica di Djamanca hanno poi messo in secondo piano errori e problemi, ma devono anche rappresentare il punto di partenza su cui basare riflessioni e considerazioni. La Salernitana è una squadra forte, ma spesso non riesce a dimostrarlo. È necessario capire il perché.
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