Sabato 27 giugno si è tenuto sul Monte Faito l’evento conclusivo del corso di formazione per educatori ambientali e operatori del turismo sostenibile promosso da Legambiente Penisola Sorrentina – Centro di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità “Il Melograno”, realizzato con il contributo della Regione Campania.
Il corso, che si è svolto nei mesi scorsi, ha coinvolto un gruppo di giovani in un percorso di formazione dedicato ai temi dell’escursionismo, dell’educazione ambientale, delle aree protette, dei campi di volontariato e, più in generale, del turismo sostenibile. Durante i vari incontri sono stati approfonditi strumenti, pratiche e prospettive utili a promuovere una fruizione più consapevole del territorio, con particolare attenzione alla tutela del patrimonio naturale e paesaggistico.
Una parte importante del percorso è stata dedicata anche alla progettazione di attività da sviluppare nei prossimi mesi, tra cui campi di volontariato sul Monte Faito e iniziative di educazione ambientale nelle scuole. L’obiettivo è sensibilizzare le nuove generazioni alla cura dell’ambiente e costruire occasioni concrete di partecipazione, formazione e impegno civico.
L’evento conclusivo ha rappresentato un’importante occasione per rilanciare il tema del Faito e aprire un confronto pubblico sul futuro di questa montagna, troppo spesso dimenticata dalle istituzioni. Il Faito è il principale polmone verde della provincia di Napoli, circondato da territori fortemente urbanizzati e sottoposti a una grande pressione antropica che contano circa 3 milioni di abitanti. Proprio per questo rappresenta una risorsa ambientale, paesaggistica e sociale che va tutelata, vissuta e rilanciata con una visione nuova, una visione vera che sappia guardare in maniera seria al futuro.
La presenza dell’assessore regionale al Turismo, Enzo Maraio, e di Maria Rosaria Della Rocca, dirigente del Settore Sviluppo Sostenibile della Regione Campania, ha dato un segnale importante. L’assessore Maraio ha aderito alla causa del Faito, riconoscendo la necessità di riaccendere l’attenzione su un territorio che, soprattutto dopo la tragedia legata alla caduta della funivia, ha bisogno di cura, sicurezza, investimenti e programmazione.
Non basta ricordarsi del Faito solo nei momenti di emergenza. Serve un lavoro costante, capace di mettere insieme tutela ambientale, turismo sostenibile, manutenzione dei sentieri, sicurezza, attività educative e partecipazione delle comunità locali. La montagna non può essere considerata solo un luogo da attraversare nei fine settimana, ma deve diventare uno spazio vivo, curato e condiviso, dove la fruizione della natura sia compatibile con la conservazione del patrimonio naturale e paesaggistico.
Da questo evento parte quindi un percorso che punta a rafforzare la collaborazione tra forum dei giovani, associazioni del territorio e operatori turistici del Faito. Una rete necessaria per costruire proposte concrete e condivise, capaci di restituire centralità a una montagna che per troppo tempo è rimasta ai margini delle scelte politiche e amministrative.
Il corso si conclude, ma il lavoro sul Faito continua. L’esperienza avviata con il progetto può diventare l’inizio di un percorso più ampio, capace di riportare il Faito al centro del dibattito politico e territoriale. Una montagna così importante non può essere lasciata ai margini, dimenticata dalle istituzioni e vittima di molti interessi che nel corso degli anni la hanno ulteriormente danneggiata: deve diventare un laboratorio di sostenibilità, partecipazione e futuro per tutta la penisola sorrentino-amalfitana e per i Monti Lattari.

