“Divieti porno: nascono bacchettoni, non deviati”
Dal 12 novembre entreranno in vigore le nuove regole per accedere ai siti pornografici in Italia. Regole che, almeno sulla carta, dovrebbero “proteggere i minori”. In realtà sembrano più il frutto di un moralismo stanco, di un’idea antica del controllo e della colpa.
Siamo, noi quarantenni e si ragiona per sintesi, la generazione dei giornali porno nascosti nei cassetti, delle VHS passate di mano in mano tra amici, eppure siamo cresciuti sani, normali, curiosi e consapevoli. Non certo dei maniaci.
L’idea che un adolescente possa “rovinarsi” guardando un video hard è ridicola quanto il tentativo di blindare Internet con una serratura digitale. A ben vedere, è più probabile che nasca un bacchettone represso da questi divieti che un “deviato” da un film porno.
Il punto non è vietare, ma educare. Alla festa socialista di Ostuni, organizzata dai giovani socialisti, con Priscilla Salerno, avevamo provato ad indicare una direzione di marcia, per informare non per reprimere.
Perché la consapevolezza non si costruisce con i blocchi, ma con il dialogo. E in un Paese che si dice moderno, continuare a trattare la sessualità come un tabù è la vera anomalia.


