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15 Febbraio 2026

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Regionali, De Luca non si pronuncia sulla sua discesa in campo: “Non voglio togliere la sorpresa agli elettori”

«Perché volete togliere la sorpresa ai miei concittadini?». Con la sua solita ironia tagliente, Vincenzo De Luca evita di sciogliere il nodo della sua eventuale candidatura a consigliere regionale alle prossime elezioni in Campania. Ospite di Realpolitik su Rete4, il presidente della Regione ha lasciato intendere che il tema resta aperto, ma ha anche spostato il dibattito su un terreno più ampio: quello del vuoto di contenuti nella politica attuale.

«Vorrei tentare di dedicarmi alla letteratura e sottrarmi alla barbarie, all’animalità della politica. Ma vorrei anche discutere seriamente di qualche punto programmatico. Qualcuno ha sentito parlare di sanità, ambiente, lavoro, politiche sociali o impresa dinamica? No. Solo chiacchiere, solo scemenze».

Un attacco frontale non solo agli avversari, ma anche agli opinionisti:

«Molti editorialisti hanno sporcato le pagine dei giornali con idiozie. Ho introdotto la categoria dei cacicchisti: gente che usa le caricature per nascondere la propria ignoranza».

“Zero programmi, solo sceneggiate”

De Luca ha riservato una stoccata anche al modo in cui si è arrivati al voto:

«Una volta si parlava almeno di primarie, che erano un’occasione di partecipazione. Oggi i cittadini non contano nulla. Il dibattito è stato deprimente, squallido. E soprattutto privo di qualsiasi proposta concreta».

Il presidente non ha però escluso del tutto un suo coinvolgimento diretto, e questo lascia intendere che la sua figura potrebbe tornare centrale nella fase finale della campagna.

Nel corso dell’intervista, De Luca ha anche toccato temi di politica internazionale con toni durissimi, in particolare sulla crisi in Medio Oriente.

«Israele sta massacrando un popolo. È genocidio, altro che dibattiti etimologici. Trentamila bambini morti: se non ti fermi, sei una bestia. Nessuna ragione può giustificare questa barbarie».

E sulla possibile incriminazione di Netanyahu da parte della Corte Penale Internazionale:

«Lo avrei arrestato ieri. L’Italia, su questo tema, ha dato prova di viltà e opportunismo politico».

Riguardo al recente assassinio del giovane attivista Kirk negli Stati Uniti – episodio usato da Giorgia Meloni per parlare di “clima d’odio” – De Luca ha espresso tutto il suo scetticismo:

«In America ogni giorno c’è gente che si spara nei supermercati. Ma ora dobbiamo fare un minuto di silenzio per ogni morto negli USA? Il Parlamento europeo diventa sede del requiem eterno? È una strumentalizzazione volgare».

Chiusura sarcastica su Massimo D’Alema, che ha previsto un’ondata di terrorismo in Europa entro tre anni a causa della crisi in Medio Oriente:

«Sono molto confortato: in genere le sue previsioni non si avverano. Possiamo stare tranquilli».

E sulla recente visita dell’ex premier in Cina:

«Avrei avvertito il governo. Se vai come ex presidente del Consiglio, non puoi metterti a fare la statuina».

Vincenzo De Luca, da sempre protagonista di una politica fatta di frasi forti e retorica popolare, resta al centro della scena. Sulle regionali prende tempo, ma il messaggio è chiaro: il vero problema non è chi si candida, ma chi ha qualcosa da dire. E nel panorama attuale, secondo lui, sono in pochi.

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