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17 Aprile 2024

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Il coraggio di De Luca sulla politica estera ed il garofano all’occhiello

Sul conflitto in Medio Oriente coraggioso e non banale Vincenzo De Luca.

Il Governatore, in un Pd troppo timido sul tema ed in un sinistra che ha poche eccezioni nella capacità di lettura del consesso internazionale, riconosce il ruolo storico di Tel Aviv ma punta il dito sugli errori, e sono tanti, di oggi.

Una uscita in sintonia con la tradizione del socialismo riformista di ispirazione craxiana.

“Abbiamo visto immagini ripugnanti a Gaza, medici catturati dagli israeliani e messi in ginocchio, denudati, umiliati” ha detto nel consueto appuntamento del Venerdì.
“Noi che siamo stati e rimaniamo – ha ricordato – amici di Israele, noi che consideriamo l’antisemitismo il male più ripugnante che abbia conosciuto il mondo, non possiamo non dirci indignati per quello che sta facendo il governo israeliano che sta consumando tutte le riserve di solidarietà e rispetto che esistevano attorno al popolo ebraico”.

Parole chiare che dovrebbero servire a certa sinistra ed a chi, con responsabilità ai livelli più alti, non riesce a leggere ed inquadrare il conflitto.

Sulla politica estera De Luca, filo atlantico ma mai subalterno alla bandiera stelle e strisce, lo ha dimostrato anche sull’analisi del conflitto in Russia, può metter un garofano all’occhiello.

Le sue posizioni non sono figlie della formazione e tradizione comunista.

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