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18 Agosto 2022

Chi siamo

I disabili ed il lavoro? Basta con la finta solidarietà. Servono opportunità 

di Anna Adamo e Gaetano Amatruda

La solidarietà e la convegnistica, i post, le buone chiacchiere, non costruiscono civiltà. 

Michele Tebaldi ha tre lauree, ma per la società è come se non ne avesse neanche una, perché a prevalere sulle sue competenze, sugli anni di studio e i sacrifici, è la tetraparesi distonica da cui è affetto fin dalla nascita, che non gli permette di trovare lavoro. 

Impossibile anche solo pensare, ed è arretratezza culturale, che nel 2022 cose del genere possano ancora accadere. E’ la dura realtà con la quale le persone con disabilità sono costrette a fare i conti ogni giorno. Michele non è il primo e purtroppo non sarà neanche l’ultimo ragazzo disabile ad essere in questa situazione. 

Della questione si parla troppo poco. Il tema di Michele è di tanti. La nostra società i disabili li sfrutta. Li usa per ‘operazioni marketing’ nelle serata di feste, li coinvolge per dare un ‘profilo sociale’ alle imprese. Non e’ questa la strada. La strada è costruire opportunità, garantire diritti a tutti. 

C’è parte della società che i disabili li prende in considerazione solo per raccontare le proprie storie di forza e coraggio, trattandoli come se sapessero solo raccontarsi.  Che poi neanche ci si rende conto del fatto la forza ed il coraggio di cui parlano le rare volte in cui li si interpellano non sono altro che l’urlo disperato di chi è consapevole che essere forte è l’unica scelta che ha e non delle doti, come, invece, tutti credono che siano.

È piuttosto evidente che il problema non sia la disabilità, ma la mentalità dei cosiddetti normodotati, che non accettando la disabilità. Esiste e va di pari passo con quella che altri chiamano normalità. 

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