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4 Febbraio 2023

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Il Prof. Carlo Lauro alla Tavola Rotonda: Quale futuro nel PNRR per Napoli città sostenibile

Con l'”economia della conoscenza” la ricerca scientifica si configura, oggi come non mai, assolutamente centrale nelle strategie di sviluppo. Ciò pone il sistema universitario nel cuore stesso della loro attuazione.
Con questo spirito alcuni professori emeriti dell’Università di Napoli Federico II, seguendo l’esempio di analoghe iniziative, nazionali e internazionali, il 4 settembre 2018 hanno fondato l’Associazione Professori Emeriti Federiciani (APEF) con lo scopo di porre a disposizione delle Istituzioni e della Società civile le loro conoscenze ed esperienze, acquisite in decenni di lavoro didattico e scientifico in uno degli atenei più antichi del mondo (https://www.apef.unina.it).
Si tratta di un’Associazione senza scopo di lucro che intende svolgere attività di volontariato al servizio della collettività, ispirandosi ai valori della solidarietà, della equità, della coscienza civile e della sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
L’APEF si propone di collaborare anzitutto con l’Ateneo Federico II, cogliendone lo spirito statutario, per il quale “l’Università concorre allo sviluppo della cultura, del benessere sociale ed economico e del livello produttivo del Paese, anche attraverso forme di collaborazione con soggetti nazionali ed internazionali, pubblici e privati, che promuovono attività culturali e di ricerca” (art.2, co. 10, Statuto della Federico II).
La “missione” dell ‘Associazione non è assolutamente in competizione con l’offerta accademica di didattica e ricerca della Federico II, ma è complementare ad essa, essendo orientata a contribuire ai suoi obiettivi statutari attraverso metodologie non convenzionali di ricerca di tipo interdisciplinare, ma anche contribuendo alla crescita della coscienza civile degli studenti, quale elemento indispensabile per lo sviluppo democratico, sociale ed economico.
Il “valore aggiunto” dell’Associazione è rappresentato dal contributo allo studio dalle tematiche che interessano il futuro della nostra società e che si collegano in particolare alla “terza missione” dell’Università.
In questa prospettiva l’APEF, mettendo a disposizione il suo capitale umano e di conoscenze si propone di:

  • contribuire alla città/società in generale, nella interpretazione dei megatrends (invecchiamento, fenomeni migratori, nuove tecnologie e loro impatti su benessere, tutela dell’ambiente, etc);
  • dare un contributo alle Istituzioni pubbliche e sociali su aspetti che riguardano le grandi sfide del presente e del futuro in relazione allo sviluppo sostenibile, obiettivi strategici e misurabili nella Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Ciò pone il sistema universitario nel cuore stesso della loro attuazione.
    L’UNECE ha di recente pubblicato lo studio “People-Smart Sustainable Cities”, raccomandando un approccio allo sviluppo sostenibile “basato sulle città”, che, in quanto fulcro della vita economica, sociale e culturale del mondo, possono affrontare contemporaneamente molteplici obiettivi di sostenibilità e offrire risposte più rapide e pratiche alle relative sfide. Le città sono dunque chiamate a mettere in atto un intervento di policy smart, che si traduce in un “processo continuo ed esplorativo volto a trovare soluzioni nuove e innovative e a sviluppare una cultura di governance aperta e agile che faciliti apprendimento, adattamento, creatività, innovazione e co-creazione” basato su modelli innovativi di governance, business e qualità della vita.
    In questa prospettiva il Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza e le imminenti elezioni amministrative nella nostra città offrono all’APEF l’opportunità di dare il proprio contributo di idee e di metodo per un futuro di Napoli ”città sostenibile” .
    Così, dando seguito alle iniziative già intraprese precedentemente sul tema della città circolare, l’APEF ha proposto una Tavola Rotonda sul tema: Quale futuro nel PNRR per Napoli “città sostenibile” per affrontare i temi dell’inclusione sociale, della transizione ecologica, dell’efficacia e dell’efficienza delle politiche pubbliche locali, della partecipazione dei cittadini e degli stakeholders al governo della città, e le nuove sfide per una Napoli capitale del Mediterraneo.
    “ La città sarà chiamata a mettere in atto interventi di policy smart, che si traducono in un processo continuo ed esplorativo volto a trovare soluzioni nuove e innovative e a sviluppare una cultura di governance aperta e agile basata su modelli innovativi di governance, business e qualità della vita. Bisogna assicurarsi che questa sia una linea duratura per la città e l’Area Metropolitana di Napoli”.
    “Tra le questioni di metodo diventa centrale un approccio in termini di sussidiarietà orizzontale, che veda impegnate imprese, associazioni e cittadini a supporto della governance della città. Si tratta di un cambiamento di paradigma incentrato sulla partecipazione che passi dal classico governo sulla testa dei cittadini a quello del governare con i cittadini e gli altri stakeholders. Particolare impegno dovrà riguardare non solo la qualità della vita dei cittadini ma anche delle imprese per rendere il nostro territorio maggiormente attrattivo per gli investitori.
    Nel puntare alla sostenibilità ambientale, economica e sociale andrà fatto un uso diffuso della valutazione di impatto di investimenti e regolamentazioni sia ex ante che ex post che tenga conto degli obbiettivi e degli indicatori SDG recepiti dal PNR.
    In questa prospettiva diventa cruciale un approccio ad una governance data driven all’insegna di quanto affermava il Presidente Luigi Einaudi “Conoscere per governare”.

La sintesi del Professore Carlo Lauro, Emerito di Statistica Presidente dell’APEF dell’Università Federico II di Napoli che introdotto i lavori della Tavola Rotonda: “Quale futuro nel PNRR per Napoli città sostenibile”

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