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27 Gennaio 2023

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Ddl Zan: battaglia in aula al Senato

Tensioni al Senato per l’avvio sulla discussione sul disegno di legge Zan contro l’omotransfobia. Dopo essere stato approvato alla Camera lo scorso novembre e, dopo aver passato mesi in Commissione Giustizia, il ddl Zan è arrivato in Aula al Senato ma è scoppiata subito la bagarre. E’ scontro politico. Dopo un inizio tra scontri e polemiche, la capigruppo convocata dalla Presidente Casellati decide che il provvedimento resta in aula e non ritornerà in Commissione Giustizia. Si sono votate subito le pregiudiziali di incostituzionalità presentati da Lega e FDI, entrambe respinte. ll termine per la presentazione di emendamenti è fissato a martedì. Il leghista Ostellari prende per primo la parola e respinge le accuse di aver rallentato l’iter del testo nella Commissione Giustizia che presiede e rilancia chiedendo di convocare la capigruppo e poi tornare in commissione per trovare una mediazione. Infatti asserisce che in brevissimo tempo (15 giorni) si potrebbe arrivare ad un testo condiviso senza alcune criticità. Il centrodestra chiede che il ddl torni in Commissione Giustizia. Si oppongono PD, M5S e LEU che contestano la presidente Casellati. Salvini chiede la mediazione e si rivolge all’aula chiedendo di “superare gli steccati ideologici”. “La mediazione non è ostruzionismo” incalza Forza Italia. “Dal PD errore politico grave porre sul tavolo un tema cosi divisivo” affondo di Tajani. Sulle barricate FDI che parla di “legge liberticida”. Presenta delle pregiudiziali di incostituzionalità affermando che “questa legge va oltre e contro i principi della nostra Costituzione”. Il confronto è anche fuori dall’aula dove, da una parte, il partito di Giorgia Meloni organizza un flash mob contro il ddl Zan e, dall’altra parte, si ritrovano insieme CGIL e Movimento delle donne Comunità LGBT per chiedere un si chiaro e definitivo al disegno di legge Zan, evitando quella mediazione tra forze politiche su cui, invece, fino all’ultimo, si spende Renzi convinto che “sia meglio un compromesso realistico rinunciando ai punti più controversi piuttosto che, cadere nella trappola del voto segreto e non portare a casa nulla”. Renzi sostiene che “da una parte c’è la destra che fa ostruzionismo e dall’altra c’è la sinistra che fa ideologismo. Se portiamo a casa lo spirito di unità, si porta a casa la legge. Se, invece, si continua a fare muro contro muro salta tutto. E’ ad un passo l’accordo, stringiamo un patto politico per approvarlo entro due settimane alla Camera”. Il partito di Renzi apprezza la mediazione presentata da Ostellari, cioè l’eliminazione dei riferimenti all’identità di genere dal testo. Proteste da PD, M5S e LEU: “la destra vuole affossare la legge. L’unica soluzione per evitare di affossare la legge è votarla subito”. Per il M5S “la Commissione Giustizia è stata calpestata nelle sue prerogative”. A Italia Viva arriva un messaggio unanime “votate con noi il ddl Zan come fatto alla Camera”.

Vittorio De Feo

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