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21 Giugno 2024

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Salernitana: a centrocampo patto col diavolo?

di Vanni Vignes

Partendo dal presupposto che mai chi vi scrive ha avuto dubbi sul lavoro che questa dirigenza avrebbe portato a termine, ed al netto del fatto che ancora adesso, questa fiducia resta immutata, è per puro spirito stimolativo che alcune riflessioni vanno assolutamente fatte adesso, a mercato ancora aperto e con la possibilità di intervenire ancora. Tra queste una in particolare: la rosa della Salernitana sta nascendo monca della sua parte più importante, quella che in qualunque compagine, da che calcio è calcio, è la base di qualunque squadra competitiva, la mente, il cuore, l’anima di un collettivo, IL CENTROCAMPO. La sensazione che traspare leggendo i nomi presenti oggi in quel reparto è una, insindacabile: adattare, adattare, adattare. Partiamo dalle certezze: Lassana Coulibaly e Bohinen. Sul primo nulla questio, il migliore di gran lunga. Sul secondo, in attesa da un anno e mezzo della definitiva consacrazione, l’unica certezza al momento sono i continui fastidi muscolari e non sono certo un buon presagio. Dietro di loro poi il deserto. Mamadou è un discreto calciatore di cadetteria e per chi dice il contrario c’è il mondiale di basket che comincia a breve. Maggiore, di nuovo fermo ai box, di adatto al proprio cognome ha solo la delusione che si è rivelata post infortunio, e tra l’altro Sousa, ex centrocampista di altissimo livello, ha chiaramente detto di “vederlo” come sottopunta. Il neo arrivato polacco, ottimo il suo esordio a Roma, nella conferenza di presentazione ha affermato “voglio fare più gol ed assist possibile, per aiutare la squadra a centrare l’obiettivo”, non esattamente dichiarazioni abituali per un centrocampista centrale, per un costruttore di gioco. Mai ho sentito gente dipo Pirlo, Breda, Bernardini, Giovanni Tedesco, Lobotka, (avete capito insomma) fare dichiarazioni del genere, segno che il ragazzo si “vede” vicino alla porta avversaria e non alla linea di metà campo. Insomma 5 uomini, di cui solo 2 di ruolo, e solo uno a quanto pare integro fisicamente. Ricordate? Adattare, adattare, adattare. Anche nel caso Sousa poi decidesse di cambiare assetto, per sfruttare meglio le caratteristiche di chi c’era e gli arrivi di qualità che comunque ci sono stati negli altri reparti, col centrocampo a 3 le cose non migliorerebbero perché, il solo Bohinen come regista classico, non garantisce la tenuta fisica necessaria a sostenere un intero e pesante campionato come quello di serie A. In città tutti sembrano concentrati, quasi narcotizzati, in attesa ancora di esterni ed attaccanti. La realtà è che alla Salernitana mancano almeno 2 centrocampisti di ruolo in grado di garantire continuità di prestazioni nelle rotazioni che ci saranno. Al netto del sostituto di Bradaric che ancora manca, sarà fondamentale colmare la lacuna centrale che, le voci in città girano forti, non sta facendo dormire sonni tranquilli al tecnico portoghese.

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