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4 Febbraio 2023

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Miriam Ali “Mi candido per il bene della città di Roma”. L’Islam che costruisce

Di Anna Adamo


Vent’anni, un profilo Instagram che conta circa 39 mila followers e la voglia di candidarsi al consiglio comunale e all’ XI municipio di Roma per “dare una mano” alla città in cui è nata e cresciuta.

Si tratta di Miriam Ali, studentessa di Giurisprudenza e figlia dell’ Imam della Magliana Sami Salem che ha annunciato la sua candidatura nelle liste di Demos -Democrazia Solidale- a sostegno del candidato sindaco della coalizione di centrosinistra Roberto Gualtieri.

Una candidatura che ha suscitato non poche polemiche, alle quali Mariam ha reagito senza battere ciglio, dimostrando di essere una donna che non si lascia abbattere da niente e da nessuno.

“La mia non è una candidatura legata alla religione, non mi sto candidando per rappresentare i musulmani in Italia, questo lo fa chi di dovere. Io mi candido in quanto cittadina italiana e romana, per i giovani, gli anziani, i bisognosi e per dare una mano a questa maestosa città”, ha dichiarato attraverso un post pubblicato sul suo profilo Instagram. 

Una precisazione che non lascia diritto di replica, doverosa come non mai. Del resto, è una delle poche, o forse la prima candidata ad indossare il velo e in un paese in cui la diversità è, purtroppo, ancora ritenuta un mondo a parte e non una parte del mondo, ribadirlo non è affatto una cosa scontata.

Nonostante tale precisazione, però, le polemiche e gli insulti rivolti alla giovane sembrano non accennare a placarsi. 

Le scrivono di essere sottomessa, che deve tornarsene a fare video su Tik Tok, perché chi fa video non è adatto per fare politica, inoltre è giovane e inesperta.

Sono parole, queste, dette con l’intento di scoraggiarla e far si che si tiri indietro, però Mariamnon è una che si lascia influenzare dalle opinioni altrui.

Anzi, è proprio da queste parole che riparte per dimostrare che nonostante la sua giovane età sia perfettamente in grado di far valere le sue idee e i suoi valori.

“Chi ha deciso che chi fa video su Tik Tok non sia portato per la politica? Chi dice che un giovane possa essere meno esperto di un cinquantenne?

Come si fa esperienza, se non ci viene data l’ opportunità di farla? Dicono ai giovani di interessarsi di più alla politica e quando questi ultimi lo fanno vengono criticati per la poca esperienza”, ha aggiunto con la grinta di chi ha intenzione di provarle tutte per abbattere i pregiudizi e i tabù sul suo conto.

Attraverso tali parole, la giovane candidata diventa la voce di chi voce non ha. Diventa la voce di tutti i giovani che si sentono ogni giorno chiamare “gioventù bruciata”, ma in realtà sono tutt’ altro.

Si, sono tutt’altro. 

Sono giovani che si vedono portar via i sogni ogni volta che un adulto non conferisce loro fiducia, o non permette che dimostrino cosa sono realmente capaci di fare.

Sono giovani che nascondono le proprie frustrazioni sui social network, perché privi di punti di riferimento, di persone che possano ascoltarli e aiutarli a trasformare le loro idee in azioni concrete.

“Pensate a voi stessi e a ciò che vi fa stare bene, voi sapete cosa vi farebbe stare bene a prescindere dalle critiche, quindi fatelo. Le persone criticheranno sempre: accogliete le critiche e rendetele il vostro punto di forza, dice ai suoi coetanei.

Per avere qualcosa che non abbiamo avuto, bisogna fare qualcosa che non abbiamo mai fatto. Mariam lo ha capito bene e sta facendo quello che nessuno avrebbe mai fatto se si fosse trovato nella sua stessa situazione. Sta credendo nelle sue idee, donando una speranza a chi al momento è piuttosto disperato, non conferendo importanza alle critiche di chi vorrebbe fosse “fuori dalla scena” solo perché ha un credo religioso diverso dal nostro. 

Lo si evince dalle sue parole, cariche della forza e della determinazione che ogni giovane dovrebbe avere al giorno d’oggi.

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