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27 Gennaio 2023

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Il Presidente dell’ associazione presidi della Campania: “Rischiamo doppi turni e DAD“

Di Anna Adamo

La nota inviata qualche giorno fa dal Ministero dell’ Istruzione, che contiene le linee guida da rispettare per un ritorno a scuola in totale sicurezza, sta facendo molto discutere. 

Il primo ad essere piuttosto contrariato è Francesco De Rosa, Presidente dell’ associazione Presidi della Campania, il quale sostiene di “ non vedere nulla di nuovo sotto il sole”. Purtroppo, aggiunge, gli spazi sono quelli che sono, ragion per cui, in caso di obbligo di distanziamento in aula, sarà complesso rinunciare alla didattica a distanza, una soluzione che chiaramente non piace a nessuno. Ciononostante, De Rosa resta fiducioso e spera che con l’ avanzare delle amministrazioni si possa raggiungere I’ 80% dei vaccinati e la tanto sognata immunità di gregge, così da poter ritornare in classe in condizioni di maggiore sicurezza.

La situazione, però, sembra essere più difficile di quanto si possa immaginare. 

Pierluigi Pecoraro, referente per la scuola dell’ Asl Napoli 3 Sud, con una lettera inviata ai dirigenti scolastici, ha ricordato che per l’ anno scolastico ormai alle porte, è indispensabile garantire tutte le misure di sicurezza contro il COVID-19 con il fine di garantire le lezioni in presenza fin dall’ inizio dell’ anno scolastico ed evitare la DAD.

Ad attaccarlo senza pensarci due volte, è stata la preside Valeria Perone della Vittorino da Feltre del rione Villa San Giovanni a Tedduccio, che oltre a ricordare che di tutto ciò ne risentano soprattutto gli istituti scolastici di periferia, ha sottolineato quanto abbiano sbagliato ad aver inviato la nota il 14 agosto, a meno di un mese dall’inizio delle lezioni. 

La scuola, dice Perone, va organizzata. Siamo con il personale ridotto all’ osso. Ho a disposizione un amministrativo e un collaboratore scolastico.

Non ha fatto poi mancare il suo pensiero sulla nota inviata dal Ministero dell’ Istruzione. Pur essendo d’ accordo con il ritorno in classe in totale sicurezza, non può non contestare il modo in cui il ministero ha esposto le misure di prevenzione da prendere in considerazione. 

Sembra siano misure raccomandate e non più obbligatorie, dal momento che ci invitano a metterle in atto laddove possibile. Inoltre, quale dovrà essere la capienza delle aule? Si possono lasciare 23 alunni in una sola aula? A chi dovrà essere affidato il compito di controllare il Green Pass? Tutto questo non è specificato e mette in seria difficoltà. Come se non bastasse, nel mio istituto ci sono 843 alunni e quattro assistenti amministrativi, commenta.

Una situazione davvero complessa, quella in cui si trovano gli istituti scolastici di periferia. 

Una situazione di cui, il Ministero dell’istruzione avrebbe dovuto tener conto prima di redigere regole uguali per tutti. Sarebbe stato opportuno rendersi conto del fatto che il virus ci sia ancora e non tutti, purtroppo, sono in condizioni di poter mettere in atto le misure di sicurezza che il caso impone. 

Quale sarà destino degli studenti? Ancora non si sa. 

Una cosa è certa, se si vuole davvero ritornare in classe, si pensi anche ad un modo per far si che tutti possano permetterselo senza dover far fronte a condizioni di grande disagio.

Si spera che il grido di protesta del Presidente De Rosa e dei dirigenti scolastici venga preso in considerazione da chi di competenza.

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