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31 Gennaio 2023

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Alice Bellagamba ‘Non ricordo un giorno della mia vita in cui non abbia danzato’

Di Anna Adamo

È sempre stata una persona alla quale piace fare tante cose. Stare ferma, probabilmente, è l’unica cosa che non riesce a fare.

Da bambina ammirava gli artisti americani, in particolare Michael Jackson e Whitney Huston. Sognava di diventare poliedrica, proprio come loro. E, grazie ai suoi sacrifici, al suo impegno e alla sua dedizione, ci è riuscita.

La passione per la danza, che la accompagna fin da quando era nella pancia della madre, le ha permesso di entrare a far parte dell’ ottava edizione di Amici, il talent show condotto da Maria De Filippi, in onda su Canale 5, di classificarsi quarta e dar vita ad una carriera straordinaria, in continua evoluzione. 

L’ abbiamo intervistata per parlare insieme a lei di danza e cinema.

La partecipazione all’ ottava edizione di “Amici di Maria De Filippi” ti ha resa nota al grande pubblico. Cosa ti ha lasciato questa esperienza? Consiglieresti la partecipazione ad un talent ad un ragazzo che vuole entrare a far parte del mondo dello spettacolo?

Della mia partecipazione ad “Amici” conservo un ricordo bellissimo. Quello in cui ho partecipato io è stato l’ ultimo anno in cui tra le discipline c’era anche la recitazione, quindi ho avuto la fortuna di poter iniziare a studiare dizione, tecnica della recitazione e ricordo che, nei duetti per interpretare i dialoghi, sceglievano sempre me. Mi divertivo tantissimo. Devo tantissimo a questo talent, perché è stato anche un trampolino di lancio per ciò che riguarda la recitazione e il mestiere di attrice successivamente intrapreso. Ad un ragazzo che vuole entrare a far parte del mondo dello spettacolo consiglio la partecipazione ad un talent come Amici, perché costituisce un trampolino di lancio, conferisce l’ opportunità di mostrare il proprio talento a case discografiche e compagnie di danzae di emergere nel migliore dei modi possibili. 

Qual è la routine che una ballerina deve quotidianamente osservare?

Una ballerina deve allenarsi ogni giorno, fare esercizi alla sbarra almeno mezz’ora al giorno, stretching, deve condurre un’alimentazione corretta, prediligendo il consumo di alimenti come frutta, verdura, cereali e legumi. Il tutto è davvero importante per il mantenimento dei muscoli. È un po’ dura, ma necessaria per dar vita ad una buona prestazione artistica.

Cosa consiglieresti ai genitori che vogliono iscrivere i propri figli a danza? 

Consiglierei loro di informarsi bene circa la direzione artistica e gli insegnanti della scuola in cui si ha intenzione di iscrivere il proprio figlio.Purtroppo, al giorno d’oggi ci sono scuole di danza in cui l’ insegnamento di tale disciplina è davvero pessimo. Ciò accade, perché molte persone, dopo aver frequentato semplici corsi della durata di qualche mese, si accingono ad intraprendere la professione di insegnanti, arrecando danni fisici ai ragazzi che seguono le loro lezioni. È importante, inoltre, che il genitore non si lasci attrarre da prezzi bassi, perché nel mondo della danza la quantità non sempre è sinonimo di qualità.

Sei anche attrice. Quali sono le principali analogie e differenze tra il mondo della danza e il mondo del cinema? A quale dei due mondi senti di appartenere di più?

Conosco molto di più il mondo della danza, perché lo pratico da quando ero bambina, ma posso affermare che siano due mondi molto simili tra loro. Tante sono le persone che lavorano dietro le quinte sia quando si prepara uno spettacolo di danza, sia quando si registra un film, la concentrazione del ballerino e dell’ attore prima di entrare in scena è la stessa. Quando si recita ci si esprime attraverso le parole, si interpreta un ruolo, mentre quando si balla ci si esprime con il corpo, ma ci sono casi in cui è necessaria una certa interpretazione anche quando si balla , ecco perché io ritengo siano mondi simili tra loro. La differenza sostanziale è che quando si danza si trascorrono anni ad imparare passi, posizioni del corpo, mentre quando si recita ci si focalizza maggiormente sulla dizione e sull’ imparare a conoscere le proprie emozioni per riportarle in scena in maniera veritiera, utilizzando metodi diversi da quelli utilizzati per imparare passi di danza.

Quale tra i tanti ruoli che hai interpretato ritieni ti rispecchi maggiormente?

Anni fa ho registrato una fiction per bambini in cui interpretavo due personaggi. 

Sofia, la protagonista, era figlia di un meccanico e non aveva abbastanza soldi per entrare nella “Talent Hight School, una scuola per talenti, ma era identica ad un’altra ragazza di nome Allegra, figlia di un produttore cinematografico che in quella scuola, a differenza sua, entrò. Allegra, però non voleva assolutamente restare nella Talent HightSchool, quindi Sofia la sostituii. Io mi rivedevo in Sofia, perché era un po’ goffa, inciampava e non era abituata ad un mondo costituito da lustrini e paillettes, quindi sembrava un po’ io quando, provenendo da un piccolo paese delle Marche, non ero abituata agli ambienti del cinema e della fictionmolto raffinati e  lussureggianti. È stata un’ esperienza meravigliosa e con la troupe era come se fossimo tutti parte di una grande famiglia.

La danza e il cinema sono tra i settori maggiormente colpiti dalla pandemia di COVID-19. Cosa, secondo te, si dovrebbe fare per risollevare le sorti di questi settori?

Da tre anni ho aperto una scuola di danza “Il Balletto delle Marche”, a Jesi. 

Noi, così come le palestre e le piscine durante la prima fase della pandemia, anche se per brevi periodi intervallati da chiusure, siamo riusciti a lavorare. Ma, quest’anno è stato davvero tragico, perché abbiamo chiuso da ottobre a giugno, perdendo, così, un anno di lavoro. Quindi, io mi auguro che le persone, nonostante la paura assolutamente legittima, si vaccinino. Purtroppo, che piaccia o no, il vaccino costituisce l’ unica arma che abbiamo per porre fine a questa pandemia ed evitare chiusure che vanno a discapito di bambini, ragazzi e lavoratori appartenenti alla maggior parte dei settori.

Durante la prima fase di lockdown facevi lezione di danza a distanza. Che impatto ha avuto la DAD su bambini e ragazzi che praticano danza?

Inizialmente, come ogni novità che si rispetti, era vista come un qualcosa di divertente, ma con il passare del tempo è diventato difficile gestire il tutto, soprattutto i bambini che erano spesso deconcentrati e a causa del poco spazio che avevano a disposizione non riuscivano ad eseguire gli esercizi come avrebbero dovuto. Io svolgevo il tutto tramite dirette Instagram in maniera gratuita, svolgevo anche sessioni di fitness utili per i genitori e far si che anche questi ultimi riuscissero a trascorrere qualche ora di spensieratezza.

Ringrazio, infatti tutte le persone che mi hanno seguita e continuano a seguirmi. 

Durante la prossima stagione “Il Balletto delle Marche” sarà ampliato, ciò rappresenta un motivo di rinascita dopo il tragico periodo di cui siamo stati tutti, in qualche modo, protagonisti. Ne sono davvero tanto felice.

Se ti chiedessero di scegliere tra l’amore e la carriera, cosa sceglieresti e perché?

Non ho mai fatto scelte ardite per amore, se mi avessero chiesto di lasciare la carriera non lo avrei mai fatto. Ho sempre cercato di trovare la tempo per entrambe le cose, anche a costo di sacrificare gli orari di lavoro. Quindi, posso dire di non aver bisogno di scegliere, perché per me, entrambe le cose camminano di pari passo.

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