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7 Febbraio 2023

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Il Covid ha cambiato le vite ed Haber lo racconta. Viaggio nei sentimenti che non muoiono 

di Anna Adamo

Attore, regista, cantante, Alessandro Haber è senza ombra di dubbio uno degli artisti più poliedrici e introspettivi del panorama italiano. Fu Pupi Avati ad offrirgli il ruolo di co- protagonista nel film “Regalo di Natale”. Quella di Haber è una vita dal successo inarrestabile, lo dimostra il cortometraggio da lui scritto e diretto, recentemente premiato ai “Nastri d’ Argento”, attraverso il quale descrive la pandemia di COVID-19 e il modo in cui quest’ultima ha cambiato il nostro modo di vivere.

Riguardo il titolo vi sono ancora molti dubbi, ma due sono i probabili: “ Mascherine” o “ L’ Inganno”. Leggi qui

Nel frattempo, lo abbiamo intervistato per saperne di più. A produrlo Carla Finelli, con la Settembre Produzioni. I Coproduttori sono la ZTV Production di Sergio Romoli, Christine Reinhold, con la sua A World With a View. Sonia Giacometti è invece l’Executive Producer.

Il titolo è “Mascherine” o “L’ Inganno”

Riguardo il titolo ho ancora molti dubbi. “Mascherine”, forse, è troppo implicito. “L’ Inganno” potrebbe essere il titolo definitivo, ma non ne sono certo. La cosa importante è la storia che ho voluto raccontare.

È una storia che nasce da un vissuto. In questi due anni di pandemia facciamo fatica a riconoscerci, siamo tutti omologati, siamo dei robot privi di espressione. Io faccio fatica a riconoscere gli amici. La mascherina, purtroppo ci ha privati della nostra espressività, ed io ho voluto raccontare proprio questo periodo che ha cambiato la vita di tutti noi.

Di cosa tratta nello specifico il cortometraggio?

Si racconta la storia di un uomo che vive da venti anni con la moglie e la figlia. Rappresentano la famiglia perfetta, si rispettano, si stimano, hanno ancora stimoli sessuali, stanno bene insieme. Ad un certo punto lui vede la moglie baciare un uomo di colore, sulla cui virilità sessuale ho volutamente esagerato, perché non ne ho l’ assoluta certezza, ma si dice che gli uomini di colore abbiano una virilità superiore ad altri uomini. Il protagonista, quindi, alla vista del bacio perde la testa ed inizia ad inseguirli. Loro entrano in un portone e lui mentre li aspetta inizia a pensare cose che non hanno ragione di esistere, sviluppa nella sua mente un’ immagine della moglie non veritiera, perché pensa che lei lo tradisca. Lo sconforto, l’ ansia, la gelosia che il probabile tradimento suscitano, fanno si che, senza neanche pensarci due volte, l’ uomo investa la moglie. Esce dalla macchina e non si rende conto di ciò che ha fatto, perché si è trattato di un gesto istintivo, poi nota una donna distesa a terra con tante persone intorno pronte a soccorrerla, si fa largo credendo si tratti della moglie, ma quando le si avvicina scopre che non sia  lei, ma soprattutto scopre di aver investito un’ altra persona. La donna aveva lo stesso vestito della moglie, perciò ha creduto di averla investita e soprattutto aveva la mascherina, quindi non gli è stato possibile vederla in viso. Se non avesse avuto la mascherina avrebbe sicuramente evitato l’ errore commesso. Da questa scena si evince chiaramente che le mascherine ci abbiano privato della possibilità di riconoscerci e ci abbiano omologati. La restante parte della storia è tutta da scoprire, non la sveliamo tutta, altrimenti si perde la curiosità di vedere il cortometraggio.

È stato difficile trovare gli attori?

La parte della moglie è interpretata da Antonella Bavero, mia moglie, anche lei attrice, con la quale non sto più insieme, ma le voglio bene come una figlia, il ruolo della figlia è interpretato da mia figlia, che non vuole fare l’ attrice, ma in questo frangente sono riuscito a convincerla. Il protagonista è Alessandro Tedeschi, un attore meraviglioso, con cui ho fatto, anche insieme ad Alessio Boni, uno spettacolo che si chiama “Il visitatore”.

I produttori li ho conosciuti quando ho realizzato un altro corto intitolato “Italia Chiamò”. Un giorno li ho chiamati e ho spiegato loro la storia, qualche giorno dopo avevamo già fatto il contratto. Ciò accade raramente, ma questa è gente che ha entusiasmo e voglia di mettersi in gioco e probabilmente avremo altri progetti insieme.

Oltre ad aver voluto raccontare la realtà degli ultimi due anni, ha voluto raccontare anche il crollo di un uomo che improvvisamente si è ritrovato a vivere una situazione surreale?

Si, ho raccontato di un uomo che mai si sarebbe aspettato di vivere, improvvisamente, una situazione di questo tipo. Così surreale. Infatti la famiglia, nonostante tutto, resta unita. Nel momento in cui lui si accorge che lei sia solo ferita, resta sbalordito, la sua è una faccia drammaticamente di stupore, ma inizia a ridere, perché si libera di un’ angoscia che si stava impadronendo della sua persona.

Ha voluto portare in scena anche la forza dei sentimenti che, nonostante il terribile periodo, non muoiono, ma restano vivi come non mai.

Assolutamente si. Almeno i sentimenti non muoiono. Siamo già stati privati fi tutto, se ci togliessero anche i sentimenti sarebbe assurdo. Quest’ anno ho vinto due Nastri d’Argento con due cortometraggi che ho fatto: uno si chiama “Il gioco” ed è possibile vederlo su Raiplay e l’ altro che uscirà il prossimo anno e si chiama “27 marzo 2020″, sono due storie molto particolari. Inoltre ho vinto tanti premi in giro per l’ Italia e ne sono davvero felice.

In base alla sua esperienza, quindi, ritiene che la mascherina debba essere vista come “ un’ amica o come una nemica”?

La mascherina ci è servita durante il periodo critico della pandemia, perché era impossibile far si che le persone rispettassero le distanze, in qualche modo ci ha salvato la vita.

Ma, non si può negare che ci abbia privati dello sguardo verso l’ altro, ci abbia omologati. Ha tolto personalità ad ognuno di noi.

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