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27 Gennaio 2023

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La Pandemia non smette di far danni, crescono anche i casi di violenza su minori

Dalle risse, all’odio che viaggia sul web, dai casi di autolesionismo, alle violenze di genere: chi conosce il mondo degli adolescenti lancia l’allarme sulla gravità del momento. Mentre sembra avvicinarsi la fine della pandemia, o quanto meno del suo periodo più tragico, i nodi di questi mesi difficili vengono al pettine e portano a galla le tante crisi di una generazione di giovanissimi che più di altre ha sofferto l’era del Covid.I dati parlano chiaro: autolesionismo e tendenze suicidiarie sono aumentate del 30% circa, mentre, su tutt’altro fronte, le forze dell’ordine registrano una crescita dei casi di violenza, che non passa solo dalle risse in strada, ma anche dai diversi casi di feste private terminate con abusi sessuali.”Il problema della violenza di genere, soprattutto nelle coppie, c’era già prima del Covid ma adesso è aumentato e coinvolge anche le persone molto giovani”, spiega Margherita Spagnuolo Lobb, psicologa, psicoterapeuta, direttore della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia dell’Istituto di Gestalt HCC Italy. L’ultimo anno e mezzo ha fatto da “detonatore”, spiega, “nella difficoltà che tanti hanno nel vivere le proprie emozioni. Questa è una cosa riscontrata nelle evidenze cliniche”.Stefano Vicari, responsabile del reparto di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, sottolinea come durante la pandemia, siano aumentati in modo netto anche i casi di autolesionismo, anoressia o tendenze suicidiarie: “Sono cresciuti almeno del 30% – dice, contattato da LaPresse -. Oggi due volte su tre, i ragazzi che arrivano nel prontosoccorso per motivi psichiatrici, hanno questo genere di problemi. Prima della pandemia erano 1 su 5”.Le richieste di aiuto salgono anche nei centri contro la violenza di genere: “Emerge in maniera esponenziale che gli abusi sessuali da parte di ragazzi giovani, anche minorenni, nei confronti di loro coetanee sono in aumento – evidenzia Teresa Manente, avvocata responsabile dell’ufficio legale di Differenza donna, che gestisce numerosi centri, sportelli antiviolenza e case rifugio -: spesso approfittano dello stato di ubriachezza delle ragazze, ma il problema è un clima sociale culturale sessista intriso di pregiudizi e stereotipi di genere”. “Le leggi sono cambiate ma la cultura no – continua – e lo Stato deve investire in una campagna di cambiamento culturale, che in maniera autentica condanni la violenza maschile nei confronti delle donne, la discriminazione di genere e le azioni di sopraffazione maschile contro le donne“. Per tutte queste ragioni, secondo Spagnuolo Lobb, “c’è un enorme lavoro da fare”. “I nostri studi sono pieni – conclude -, ma credo che anche la società debba fare di più per gli adolescenti e le loro famiglie: per dare loro un sostegno, orientarli e capire come rispondere a questa grande crisi”. 

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