Il Socialista Impertinente
Nel rumore costante della polemica politica, ogni tanto emerge un fatto che merita di essere osservato con più attenzione: quando l’opposizione sceglie di difendere il presidente del Consiglio pur restando in netto dissenso sulle sue politiche. È quanto accaduto con le prese di posizione di Elly Schlein e Enzo Maraio nei confronti di Giorgia Meloni.
Schlein e Maraio non hanno cambiato idea su Meloni, né sulle sue scelte politiche, che continuano a criticare con fermezza. Ma hanno tracciato una linea chiara: un conto è il confronto democratico interno, un altro è permettere che figure straniere – come Donald Trump – entrino a gamba tesa nel dibattito politico italiano colpendo direttamente il capo del governo.
In questo senso, la loro difesa di Meloni non è un atto di solidarietà personale, ma una presa di posizione istituzionale. Difendere Meloni, in quel contesto, ha significato difendere il ruolo che rappresenta: quello di guida del Paese. È un principio che dovrebbe essere condiviso al di là delle appartenenze politiche.
Allo stesso tempo, però, questa difesa non cancella – e non deve cancellare – le criticità. Resta infatti il nodo dell’eccessivo avvicinamento politico e simbolico della premier a Trump. Una relazione che, se da un lato può avere una sua coerenza ideologica, dall’altro espone l’Italia al rischio di essere percepita come subordinata a dinamiche politiche esterne, spesso divisive.
Ed è proprio qui che la posizione di Schlein e Maraio acquista forza: si può – e si deve – difendere l’autonomia e la dignità delle istituzioni italiane senza rinunciare a criticare le scelte del governo. Anzi, è esattamente questo il punto di equilibrio che rende una democrazia matura.
Difendere Meloni dagli attacchi di Trump non significa assolverla politicamente. Significa, piuttosto, ribadire che il confronto deve restare interno, tra italiani, e che nessun leader straniero dovrebbe diventare un arbitro – o peggio, un protagonista – della nostra dialettica politica.
In un’epoca di polarizzazione estrema, questa distinzione è preziosa. Perché ricorda che l’interesse nazionale viene prima delle convenienze di parte. E che si può essere opposizione senza essere contro il Paese.


