di Vanni Vignes
Ci sono momenti dove la forma non conta più nulla. Quello che è importante, clamorosamente importante, è LA SOSTANZA.
Nello sport, nel calcio in particolare, la sostanza è rappresentata solo e soltanto dai punti. La Salernitana oggi batte meritatamente il Latina nonostante il gravissimo fardello della doppia inferiorità numerica e lancia un segnale, seppur ancora timido, di risveglio. Risveglio che sia chiaro, è relativo strettamente all’aspetto emotivo, caratteriale, comportamentale, di attaccamento e dedizione: quelli insomma che le prime due gare dell’era Cosmi avevano fortemente messo in discussione. Voglio per questo leggere sotto questo aspetto le due entrate “toste” che sono costate il rosso a Capomaggio e Golemic anche se, devo essere sincero, il primo mi è sembrato assolutamente involontario e figlio della scivolata. Ma tant’è. L’obiettivo dichiarato adesso è di arrivare ai play off nelle migliori condizioni possibili: condizioni tecniche, tattiche e mentali. Che il passo avanti fatto oggi rappresenti dunque solo e soltanto il primo di un percorso difficile ma non impossibile che la squadra deve compiere. C’ è il tempo per sistemare uomini e moduli, per adattarli e plasmarli secondo le idee degli allenatori. Per farlo però c’era bisogno di avere la certezza, dimostrata con i fatti e non a parole, che il gruppo fosse ancora presente a se stesso e che fosse ancora convinto di voler dare l’anima in campo. Oggi questa risposta è arrivata, forte e chiara. Smettiamola quindi di storcere il naso, di pretendere estetica e finezze. Questa squadra può ancora farcela ma non può e non sa farlo da sola. Ha bisogno della sua gente, ha bisogno di fiducia, di sostegno, di incoraggiamento. Non è questo il momento di discutere se lo meritano o meno. È il momento di fornirlo, per amore nostro, della nostra città e della nostra maglia. Alla faccia di chi, per togliersi di dosso la polvere che nel tempo li ha coperti e lasciati nel dimenticatoio, non fa altro che provare a destabilizzare ulteriormente una piazza che, storicamente, è pluricampione mondiale di autolesionismo.


