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Iran, Stefania Craxi: “Sterile richiamare figure come Craxi e Andreotti. Serve rigore e senso dello Stato”

Roma, 3 marzo 2026 – La politica estera non si misura con interviste ad effetto o con polemiche retrospettive, ma con la capacità di comprendere il tempo storico e agire con responsabilità. È il messaggio della senatrice Stefania Craxi, presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa a Palazzo Madama, intervenuta oggi sulla crisi internazionale legata all’Iran.

“La politica estera non si fa evocando figure del passato come Craxi o Andreotti, soprattutto dopo che sono state a lungo demonizzate in vita e in morte. Richiamarle oggi è un esercizio sterile e strumentale”, ha dichiarato Craxi. “Non servono slogan né paragoni nostalgici: occorre misurarsi con il tempo presente e con i rapporti di forza reali.”

La senatrice sottolinea come il quadro geopolitico sia profondamente cambiato: “L’ordine internazionale nato dopo la fine della Guerra fredda è archiviato. Siamo entrati in una fase nuova, segnata dal ritorno del conflitto, dalla competizione strategica tra grandi potenze e dalla centralità dell’hard power.”

In questo contesto, l’Italia e l’Europa, secondo Craxi, devono esercitare responsabilità e coerenza: “La credibilità internazionale si costruisce con serietà, continuità e capacità di lettura dei processi globali, non con dichiarazioni estemporanee o categorie del passato decontestualizzate. Serve un approccio sobrio, consapevole dei limiti ma anche delle potenzialità del nostro Paese, all’interno di una cornice europea che deve ritrovare voce e peso politico.”

La senatrice conclude con un richiamo alla responsabilità nazionale: “In una fase in cui il mondo cambia pelle, la leggerezza è un lusso che non possiamo permetterci. Servono visione, rigore e senso dello Stato.”

La presa di posizione di Craxi si colloca nel dibattito politico nazionale sulla crisi in Medio Oriente, richiamando l’attenzione sulla necessità di un approccio concreto e pragmatico nella politica estera italiana, lontano dalle nostalgie e dalle polemiche ideologiche.

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