“L’intervento di Daniela Fumarola coglie un nodo essenziale del dibattito economico e politico italiano. Il richiamo alla “notte di San Valentino” del 1984, con Bettino Craxi presidente del Consiglio e Gianni De Michelis ministro del Lavoro, non è un esercizio di nostalgia, ma il recupero di una scelta riformista che ebbe il coraggio di rompere un equilibrio insostenibile”. Lo scrive sui social Enzo Maraio, segretario nazionale di Avanti Psi postando e commentando di Daniela Fumarola, segretaria generale Cisl, su il Sole 24 Ore.
“Il taglio della scala mobile – scrive Maraio- fu una decisione difficile, impopolare per una parte del mondo sindacale, ma determinante per fermare la spirale inflazionistica che stava erodendo salari e competitività. Paradossalmente, proprio quella scelta tutelò nel medio periodo il potere d’acquisto dei lavoratori, rimettendo ordine in un sistema fuori controllo”.
“Ha ragione Fumarola: quando l’economia è a un bivio, servono decisioni strutturali, non scorciatoie populiste. Oggi – prosegue – il tema non è più l’inflazione a due cifre, ma la stagnazione salariale e la produttività ferma. E anche qui il rischio è rifugiarsi in soluzioni semplici e simboliche.
È difficile immaginare che questa destra, incline alla semplificazione e alla ricerca del consenso immediato, possa guidare una stagione di riforme strutturali sui salari, sulla contrattazione e sulla qualità del lavoro. E’compito della sinistra riformista”.
“Una sinistra che deve, fra le altre cose, rivedere il proprio rapporto con il sindacato. Ascoltare, mantenendo autonomia, di più Cisl e Uil, che storicamente hanno mostrato una cultura della contrattazione e della responsabilità, e smettere di muoversi quasi esclusivamente in scia alla Cgil. La Cgil – sottolinea- svolge un ruolo fondamentale e ha una storia importante, ma troppo spesso rappresenta una postura difensiva, di conservazione degli equilibri esistenti. Una sinistra che vuole tornare a essere forza di governo deve emanciparsi dalla sola logica della tutela dell’esistente e tornare a guidare il cambiamento”.
“Il punto centrale, allora come oggi, è il coraggio delle scelte. Non contro i lavoratori, ma per metterli nelle condizioni di crescere insieme al Paese. Una sinistra riformista dovrebbe avere l’ambizione di farlo” conclude Maraio.


