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15 Febbraio 2026

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La Lega scarica Vannacci: “Personaggio sopravvalutato, un errore politico”

Il progetto politico di Roberto Vannacci continua a incontrare più scetticismo che entusiasmo, soprattutto tra gli ex alleati. Dalla Lega arrivano giudizi tranchant che ridimensionano ambizioni e peso elettorale del generale, oggi impegnato nel lancio di un proprio movimento politico.

A smontare l’ipotesi di un Vannacci capace di erodere consensi al centrodestra è il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, che al Senato liquida i sondaggi attribuiti al nuovo partito con ironia: “Vannacci al 4%? Se mia nonna avesse le ruote… È una lunga corsa, bisogna avere tanto fiato”. Per Ciriani, l’operazione non rappresenta una minaccia concreta, in particolare per Fratelli d’Italia: “Non capisco perché uno che fino a ieri ha votato FdI ora dovrebbe votare Vannacci. Avrebbe potuto votarlo anche prima scegliendo la Lega”. Il giudizio politico è netto: “Secondo me il personaggio è molto sopravvalutato”.

Parole che si inseriscono in un clima di crescente freddezza nei confronti dell’ex europarlamentare leghista, ormai considerato un corpo estraneo dal Carroccio. Ancora più duro è il governatore del Veneto, Luca Zaia, che a Radio 24 definisce senza mezzi termini “un errore” la scelta di portare Vannacci nella Lega. “La storia non si valuta col senno di poi – chiarisce – ma l’epilogo ha confermato che è stato un errore”.

Zaia respinge l’idea di una svista ingenua da parte del partito, ma riconosce che l’operazione si è rivelata politicamente fallimentare. “Il segretario Salvini ha fatto una scelta, includendo un soggetto che poteva diventare politico nel futuro. Ma la verità è che questa disponibilità è stata ripagata con un tradimento, evidente e sotto gli occhi di tutti”. Secondo il presidente veneto, l’uscita di Vannacci non sarebbe stata improvvisata: “Se n’è andato in maniera organizzata e pianificata”.

Il messaggio che arriva dalla Lega è chiaro: nessun rimpianto e nessuna paura. L’esperienza Vannacci viene archiviata come una parentesi chiusa male, mentre le ambizioni del generale vengono lette come sproporzionate rispetto al consenso reale. Nel partito prevale l’idea che il nuovo soggetto politico non abbia radicamento né spazio elettorale sufficiente per incidere sugli equilibri del centrodestra.

In sintesi, per la Lega il “caso Vannacci” è più rumore mediatico che sostanza politica. E l’aria, ormai, è quella di un addio definitivo.

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