Roma, 23 gennaio 2026 – Negli ultimi giorni la politica italiana è tornata al centro dell’attenzione internazionale per il cosiddetto “Board of Peace”, l’organismo promosso dagli Stati Uniti per coordinare iniziative di pace a livello globale. La questione ha fatto discutere soprattutto dopo un post della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, rivolto alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Secondo quanto riportato da Schlein, Donald Trump avrebbe affermato che Meloni vuole “disperatamente” entrare nel Board, ma che per farlo sarebbe necessario il via libera del Parlamento italiano. Da questo punto nasce la domanda provocatoria di Schlein: “Lo può smentire o ha promesso a Trump di cambiare l’articolo 11 della Costituzione?”.
Cosa ha detto realmente Trump
Al momento, non esiste una dichiarazione ufficiale di Trump in cui venga confermato che Meloni abbia promesso modifiche costituzionali. Gli interventi di Trump, presentati a Davos e riportati dai media internazionali, si sono limitati a sottolineare l’importanza del Board di Peace e l’interesse di alcuni Paesi, tra cui l’Italia, a farne parte.
In altre parole, le parole attribuite a Trump nel post di Schlein sono una interpretazione politica e non una citazione testuale verificata.
Il contesto italiano
Il dibattito riguarda l’articolo 11 della Costituzione, che disciplina la partecipazione dell’Italia a organizzazioni internazionali. Secondo alcuni esperti, l’ingresso nel Board potrebbe creare problemi di compatibilità con il principio di parità tra Stati sancito dall’articolo.
Schlein, nel suo post sui social, ha colto questo punto per criticare l’eventuale adesione italiana, ponendo la domanda sulla presunta promessa di modifica costituzionale.
La vicenda evidenzia come la comunicazione politica possa talvolta mescolare dichiarazioni reali e interpretazioni strategiche. Mentre Trump ha parlato del Board of Peace e dell’interesse di alcuni Paesi a parteciparvi, la questione della modifica dell’articolo 11 resta al momento un tema politico interno, sollevato da Schlein come strumento di pressione e di dibattito pubblico.


