Roma, 9 gennaio 2026 – Una conferenza stampa lunga, articolata e fortemente segnata dalla dimensione internazionale. Giorgia Meloni ha aperto il nuovo anno politico con un confronto diretto con la stampa durato quasi tre ore, nel corso del quale ha toccato i principali dossier di politica estera e interna, ribadendo la linea del governo e rivendicando la solidità dell’esecutivo.
La presidente del Consiglio ha esordito sottolineando la stabilità della maggioranza e la volontà di portare a termine la legislatura, escludendo ipotesi di elezioni anticipate. Ha difeso l’azione del governo e il lavoro dei ministri, respingendo l’idea di tensioni strutturali all’interno della coalizione e affermando che il centrodestra resta compatto sugli obiettivi strategici.
Il peso della geopolitica: Groenlandia, Stati Uniti e Nato
Ampio spazio è stato dedicato alla politica estera, con particolare attenzione alle recenti discussioni internazionali sulla Groenlandia e sul ruolo strategico dell’Artico. Meloni ha escluso scenari di tipo militare da parte degli Stati Uniti, sostenendo che le preoccupazioni sulla sicurezza vanno affrontate attraverso il rafforzamento della cooperazione internazionale e del ruolo della Nato nell’area.
Nel suo intervento, la premier ha anche fatto riferimento alle possibili opportunità economiche legate a nuovi equilibri geopolitici, sottolineando come alcune aree strategiche possano aprire spazi di collaborazione e investimento anche per le imprese italiane, sempre nel rispetto degli equilibri internazionali e della sovranità dei territori coinvolti.
Sul conflitto in Ucraina, Meloni ha ribadito il sostegno dell’Italia a Kiev, ma ha anche insistito sulla necessità che l’Europa mantenga aperti canali di dialogo diplomatico, indicando la ricerca di una soluzione politica come obiettivo di lungo periodo, pur senza arretrare sul piano della deterrenza.
Venezuela e tutela dei cittadini italiani all’estero
Un altro passaggio rilevante ha riguardato la crisi in Venezuela. La presidente del Consiglio ha parlato del lavoro diplomatico svolto per la tutela dei cittadini italiani, esprimendo soddisfazione per alcuni recenti sviluppi e assicurando l’impegno del governo a continuare le iniziative per garantire la sicurezza e i diritti degli italiani all’estero.
I temi interni: riforme, sicurezza e giustizia
Sul fronte della politica interna, Meloni ha affrontato il tema del referendum sulla separazione delle carriere nella magistratura, confermando la volontà del governo di portare avanti il percorso di riforma della giustizia. Ha difeso l’operato dell’esecutivo in materia di sicurezza, annunciando nuove misure contro il disagio giovanile e il fenomeno dei minori armati, e ribadendo il sostegno alle forze dell’ordine.
Non sono mancate critiche alla magistratura, accusata in alcuni casi di ostacolare l’azione legislativa e amministrativa dello Stato. Un confronto che, secondo la premier, resta politico e istituzionale, ma che evidenzia una frattura ancora aperta sul tema delle riforme della giustizia.
Sul piano economico e sociale, Meloni ha parlato di un piano casa per aumentare l’offerta di alloggi a prezzi calmierati e ha difeso le scelte del governo in materia di bilancio, sostenendo che l’obiettivo resta la crescita senza compromettere la sostenibilità dei conti pubblici.
Rapporti istituzionali e chiusura informale
Nel corso della conferenza, la presidente del Consiglio ha anche affrontato il tema dei rapporti con il Presidente della Repubblica, sottolineando il rispetto reciproco e il confronto leale, pur nella diversità di vedute su alcuni dossier. In chiusura, non è mancato un momento più informale, con una battuta che ha alleggerito il clima dopo un lungo confronto politico.
Un messaggio di continuità
Nel complesso, la conferenza stampa ha restituito l’immagine di una premier intenzionata a mantenere il controllo dell’agenda politica, puntando su stabilità, riforme e centralità internazionale dell’Italia. Tra dossier interni ancora aperti e un contesto geopolitico in rapido mutamento, il governo si prepara ad affrontare il 2026 rivendicando coerenza e continuità d’azione.


