di Vanni Vignes
Una scoppola, brutta, pesante, ma che alla fine potrebbe anche rivelarsi salutare, se la squadra, la società e la piazza, sapranno cogliere tutti i messaggi che il terreno di gioco ha mandato questa sera. Ed i messaggi sono arrivati, negativi, certo, ma anche positivi e chi non è in grado di coglierli si dedicasse ad altri hobby. La Salernitana vista in campo nei primi 45 minuti è stata ancora una volta una squadra dominante, che riconquistava palla con una facilità disarmante ed arrivava al limite dell’area avversaria con pochi e semplici passaggi. E questa volta, con un centravanti vero in campo, ha più volte sfiorato il gol cogliendo anche due legni clamorosi, il primo con il risultato ancora fermo sullo zero a zero. Il problema, al netto di quanto appena detto e che solo chi è in malafede può contestare, è che il campo ha anche probabilmente definitivamente bocciato alcune individualità che per questa squadra, oggi come oggi, sembrano una zavorra. Individualità che con le proprie leggerezze, disattenzioni, errori, compromettono sempre più spesso il lavoro che la squadra, nel complesso, svolge in maniera positiva. L’errore di Matino sul gol del 2 a 1 è da circoletto rosso, ma anche il primo gol del Benevento arriva a difesa schierata, ed immobile, sulla battuta di un corner e rappresenta un altro pericoloso campanello d’allarme. Per non parlare del terzo gol, preso in contropiede, dopo l’errore di De Boer che sbaglia il traversone a squadra schierata in area avversaria e lancia cosi in porta il Benevento. Insomma, c’è poco da parlare di tattica questa sera, perché la riflessione deve riguardare gli uomini. Frascatore, Coppolaro, Inglese, lo stesso Donnarumma, Varone probabilmente andrebbero attenzionati e laddove possibile “coperti” a Gennaio con sostituiti all’altezza e perché no, anche più affidabili. Tutto questo perché, è importante ribadirlo, i primi 42 minuti della gara di questa sera hanno mostrato una squadra che aveva il pieno controllo della partita e dava costantemente la sensazione di poter da un momento all’altro realizzare il gol del vantaggio. Non bisogna quindi commettere l’errore di gettare anche il bambino insieme all’acqua sporca, ma c’è la necessità di riflettere sulle cose che non funzionano e provare a porre rapidamente rimedio. Anche tenendo presente la seconda frazione di gioco, in cui la squadra non ha saputo reagire e si è praticamente consegnata agli avversari. Adesso testa bassa e pedalare, il campionato è ancora lungo e nulla, che sia chiaro a tutti, è ancora compromesso.


