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15 Febbraio 2026

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Toscano, un giovane socialista in trincea nel Veneto 

In una Regione che molti danno per persa ancor prima di combattere, c’è un giovane che sceglie invece di mettersi in gioco. Carico di speranza, idee e coraggio, Giuseppe Maria Toscano decide di rischiare, perché crede che il cambiamento sia possibile solo quando qualcuno sceglie di provarci davvero. È un socialista, e come tutti quelli che hanno una radice profonda sa che, prima o poi, il percorso politico torna sempre alla propria sorgente.
La sua è una passione autentica, spesso fraintesa o strumentalizzata da chi immagina di scaricare sui giovani antichi rancori. Ma la forza della passione, quando è sincera, non si disperde: cresce, matura, trova la sua strada. E la sua strada, inevitabilmente, lo riporterà, smontante proposte che non esistono, alla “casa madre”, dove idee, identità e storia possono diventare finalmente progetto.

Giuseppe Maria Toscano in campo alle regionali Veneto? Sfida complicata, il coraggio non manca.
Il centrodestra in Veneto è molto forte e ben radicato: è al governo da oltre trent’anni e può contare su un grande numero di amministratori locali. I sondaggi, però, non devono scoraggiarci: darsi per vinti non è una possibilità contemplata. Abbiamo, questa volta, le carte in regola per ottenere un notevole consenso, e un consenso deciso.
La lista “Uniti per Manildo” rappresenta, in coalizione, una componente di cui c’era bisogno: un’anima riformista e un’anima liberaldemocratica unite dal riformismo, e il candidato presidente è una persona seria e competente. Questo non sfuggirà sicuramente agli elettori.
Stiamo facendo e faremo una campagna elettorale casa per casa, comune per comune, e proseguiremo così fino all’ultimo giorno.

Perché il Veneto viene dato per perso e quali le sfide principali che dovrebbe affrontare il centrosinistra?

Nonostante le capacità mediatiche di Zaia, la nostra Regione ha l’affanno in diversi settori. Vive e ha vissuto un certo benessere anche grazie al lavoro svolto dalle amministrazioni primorepubblicane, ma non è pensabile — e non è possibile — vivere di rendita.
È in affanno la nostra sanità, e in generale il nostro sistema socio-sanitario: tutti i cittadini, anche quelli di centrodestra, hanno sperimentato e sperimentano le difficoltà nell’accedere alle visite specialistiche per colpa di liste d’attesa insostenibili. Questo spinge chi ha i soldi a fuggire nel privato e chi non ce li ha a non curarsi. Così si creano pazienti di serie A e pazienti di serie B. E c’è chi muore aspettando una visita. Com’è possibile accettare una situazione del genere in una delle regioni più ricche d’Europa?
È in affanno il nostro sistema ferroviario generale: la nostra è una regione che spende troppo poco nei trasporti pubblici, eppure i collegamenti locali, sia su strada sia su rotaia, abbisognano di essere efficientati e implementati, su tutto il territorio e con particolare attenzione alle zone periferiche e alle comunità meno prossime alle reti viarie principali.
Vi è poi il problema dell’esodo giovanile. Può sembrare paradossale, dato che la nostra è, per molti, una regione attrattiva, ma il Veneto vive ormai da anni un esodo giovanile molto forte e di cui ci si deve occupare rapidamente: la perdita di risorse di giovani che studiano o che lavorano e che decidono di lasciare la nostra regione in cerca di condizioni di vita migliori, di salari migliori o di esperienze migliori, costa al Veneto — in termini reali — migliaia e migliaia di giovani che vengono solo parzialmente rimpiazzati da quelli che decidono di abbandonare il Mezzogiorno per arrivare qui. In ogni caso, occorre dare ai giovani veneti la possibilità di restare in Veneto, costruire qui una vita dignitosa e mettere le proprie conoscenze e competenze al servizio delle proprie comunità.

Nel simbolo del candidato presidente Manildo “Avanti Psi”. L’intuizione di Maraio. Non è il tempo di lavorare tutti nella stessa direzione?

La lista “Avanti” in Veneto è composta dal Movimento Socialista Liberale e dal Partito Socialista ed è il frutto di un lavoro serio, tra galantuomini, che è stato portato avanti dai dirigenti regionali. Nessuna polemica. Anche noi veniamo da quella storia e l’Avanti è anche un nostro simbolo.

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