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22 Aprile 2026

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La deriva social di Santoro. Ora ‘più salumi’

Pensavamo di aver visto tutto nella comunicazione politica, poi è arrivata la stagione dei video-denuncia: tombini ostruiti, pozzanghere mitologiche, erbacce ribelli. Un catalogo urbano degno di un documentario ma con un protagonista in particolare: Dante Santoro.

In corsa alla regionali con la Lega di Salvini.

Un tempo considerato una giovane promessa, era bravo, uno che sapeva stare tra la gente, leggere i problemi e proporre soluzioni, oggi pare essersi perso nel labirinto dei social. Dopo mesi di riprese tra pioggia, grate e vegetazione spontanea, mancava solo lo slogan finale. Ed eccolo: “Meno cinghiali, più salumi”. L’ultimo step prima della completa metamorfosi in influencer della manutenzione civica.

I social, si sa, sono crudeli: nascono per comunicare, finiscono per inghiottire. E quando ci si abitua ai like più che alle idee, la campagna elettorale diventa una lunga maratona di contenuti surreali.

Manca poco alla chiusura. E per fortuna. Perché a questo ritmo, il prossimo video rischia di annunciare: “Meno campagne social, più politica vera”.

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