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16 Febbraio 2026

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La Salernitana vince e torna in vetta

Di Vanni Vignea

Vince la Salernitana, dopo 100 minuti di sofferenza, e si riprende meritatamente la vetta del girone C del campionato di terza serie. Un successo arrivato in rimonta, grazie a 2 penalty sacrosanti, al termine di una gara che la Salernitana, seppur gestendo il gioco dall’inizio alla fine, ha lasciato più di una perplessità soprattutto per le scelte iniziali di mister Raffaele. Ancora una volta il tecnico ha proposto soluzioni “cervellotiche” che, una volta poste al giudizio del campo, si sono rivelate poco felici.
Nonostante nessuno abbia “fallito” clamorosamente, sia Di Vico, sia Ferraris schierato quinto a destra e sia Inglese, in evidente difficoltà fisica, si sono rivelate scelte sbagliate. La gara di oggi però, presenta anche molti lati positivi, segnali incoraggianti che non possono essere dimenticati e sui quali Salerno e la sua squadra devono assolutamente fare leva. La feroce convinzione e determinazione di una squadra che non molla mai, fino all’ultimo istante di gara; e poi la gestione della partita stessa, in cui la Salernitana ha controllato e dominato il gioco dal primo all’ultimo minuto. Certo, dal punto di vista qualitativo c’è da migliorare, e molto, ma i campionati si vincono anche e soprattutto portando a casa punti importanti in quelle partite in cui non riesci ad esprimerti al massimo. I tre punti di oggi sono e saranno fondamentali perché daranno una spinta enorme nella convinzione e nell’autostima di un gruppo che con rabbia e cattiveria si è ripreso il comando della classifica. E non bisogna dimenticare mai, i 3 punti scippati ai granata nel match casalingo con il Cerignola. La Salernitana, è meritatamente nella posizione che merita, nonostante i problemi, nonostante gli errori, nonostante le lacune. Evidentemente però, poiché i numeri non mentono mai, le cose positive, una volta messe sul piatto della bilancia, si confermano superiori rispetto agli aspetti da migliorare. Se solo questa città riuscisse a fare un bagno d’umiltà, smettendola di pretendere il Barcellona di Crujff o di Guardiola, tornando ciascuno di noi a sostenere senza provare a convincere il mondo di essere il nuovo “messia” del calcio, probabilmente riusciremmo a dare un piccolo, piccolissimo contributo che, alla fine dei conti, potrebbe anche rivelarsi fondamentale.

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