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15 Febbraio 2026

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In Campania meno della metà degli adolescenti legge: l’allarme di Save the Children tra povertà educativa e sedentarietà

NAPOLI, 14 novembre – In Campania meno della metà degli adolescenti legge libri al di fuori dei testi scolastici: solo il 46,4%, contro una media nazionale del 53,8%. È uno dei dati più significativi contenuti nella 16ª edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio in Italia, intitolato “Senza filtri” e diffuso oggi da Save the Children, a pochi giorni dalla Giornata mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza.

Povertà educativa: musei, teatro e siti archeologici lontani dai giovani

L’offerta culturale della regione, seppur ricca, sembra essere poco frequentata dai più giovani. Solo il 37,4% degli adolescenti campani ha visitato mostre o musei nell’ultimo anno, a fronte di un 50,1% nazionale. Ancora più basso il dato relativo ai siti archeologici – un patrimonio particolarmente significativo in Campania – visitati dal 32,3% dei ragazzi, contro il 40,2% della media italiana.

Più incoraggianti, seppur sotto o in linea con il dato nazionale, i numeri relativi agli spettacoli dal vivo: il 28,8% degli adolescenti è andato a teatro (rispetto al 33,2% italiano), mentre il 35,6% ha partecipato a un concerto, un dato leggermente superiore alla media del 33,3%.

Sedentarietà: un adolescente su tre non fa attività fisica

Preoccupa soprattutto il dato sulla sedentarietà: un adolescente su tre in Campania (33,5%) non pratica alcun tipo di attività fisica. La percentuale è quasi il doppio della media nazionale, ferma al 18,1%, indicando una criticità che tocca il benessere fisico ma anche quello psicologico e relazionale.

Save the Children: “Serve un piano organico per il benessere di bambini e adolescenti”

L’organizzazione, attiva da oltre un secolo nella tutela dei minori, ha messo al centro di questa edizione dell’Atlante il tema della salute mentale e del benessere psicosociale. Save the Children sottolinea la necessità di rafforzare i presidi educativi e culturali sul territorio, sostenere le famiglie e potenziare le reti di supporto per contrastare la povertà educativa, fenomeno particolarmente diffuso nelle regioni del Sud.

Un divario che pesa sul futuro

I dati mostrano un divario strutturale tra Campania e resto del Paese, che va oltre l’accesso alla cultura: riguarda le opportunità di crescita, di socialità e di benessere generale. Per gli esperti, intervenire ora significa evitare che queste carenze si traducano in disuguaglianze permanenti, limitando le prospettive future di un’intera generazione.

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