– Il tema dell’autonomia differenziata torna al centro della scena politica. Dopo le elezioni regionali, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha rilanciato la volontà di riportare in Consiglio dei ministri la riforma bandiera della Lega, promettendo un’accelerazione del percorso.
Il leader del Carroccio ha sottolineato che “l’autonomia serve a rendere più efficiente lo Stato e più responsabili le Regioni”, aprendo così una nuova fase di confronto all’interno della maggioranza e con le opposizioni.
A sostegno dell’iniziativa è intervenuto anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, che da Padova, durante l’inaugurazione della nuova sede di Fratelli d’Italia, ha rimarcato come l’attuale governo di centrodestra sia in una posizione più favorevole rispetto al passato per portare a compimento la riforma.
“Otto anni fa si è tenuto un referendum regionale, abbiamo lavorato in commissione e ora, con il governo di centrodestra – mentre allora FdI non era al governo ma la Lega sì – mi pare che l’autonomia sia più vicina. Ognuno tragga le conseguenze come vuole”, ha dichiarato La Russa.
Durissima la reazione del segretario nazionale del Partito Socialista Italiano – Avanti Psi, Enzo Maraio, che ha definito la riforma “un danno per l’intero Paese”.
“Salvini, dopo le Regionali, intende riproporre la riforma dell’autonomia. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano Meloni e Tajani”, ha commentato Maraio. “Quel provvedimento, smontato dalla Corte costituzionale e dal buonsenso, indebolito dalle osservazioni del mondo confindustriale, dei sindacati e della CEI, è un danno per il Paese intero e per il Mezzogiorno. Sarebbe interessante capire cosa ne pensano poi i vari Cirielli e Lobuono, alle prese con le contraddizioni di coalizioni che sono contro il Sud.”
Critiche anche dal Movimento 5 Stelle, che da tempo contesta la proposta leghista.
“L’autonomia differenziata è una riforma ingiusta e divisiva. Non rafforza i servizi pubblici ma li frammenta, creando cittadini di serie A e di serie B”, si legge in una nota del gruppo parlamentare M5S. “Il governo dovrebbe occuparsi di ridurre i divari territoriali, non di ampliarli”.
Il dibattito, sospeso da mesi dopo il primo via libera parlamentare, potrebbe riaccendersi già nelle prossime settimane. Mentre la Lega spinge per portare il testo in Cdm, restano forti le resistenze non solo tra le opposizioni ma anche tra le forze di maggioranza più attente agli equilibri nel Mezzogiorno.


