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Roma, 30 ottobre 2025 – Forza Italia celebra la riforma della giustizia come un traguardo storico e la dedica al suo fondatore, Silvio Berlusconi. Dopo l’approvazione definitiva al Senato, che sancisce la separazione delle carriere tra magistrati e pubblici ministeri, il partito azzurro parla di “una vittoria di civiltà” e di “una pagina nuova per la democrazia italiana”
«Questa riforma porta il nome di Silvio Berlusconi – ha dichiarato il sottosegretario Tullio Ferrante – perché prima e più di tutti lui ha combattuto per affermare il principio dell’imparzialità della giustizia e la fine delle correnti politicizzate. Dopo anni di abusi e distorsioni, si chiude un’era buia e si apre una stagione di equilibrio e trasparenza».
Anche Francesco Battistoni, responsabile dell’Organizzazione di Forza Italia, parla di “una svolta di civiltà perseguita per oltre trent’anni”: «La separazione delle carriere non è una contrapposizione con la magistratura, ma un rafforzamento della sua indipendenza. Restituisce parità tra accusa e difesa e restituisce ai cittadini fiducia nello Stato di diritto».
Il vicepresidente del Consiglio e segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, ha voluto ringraziare il gruppo parlamentare e tutti coloro che hanno sostenuto la riforma: «È un atto di giustizia verso la visione di Berlusconi, che ha sempre creduto in una magistratura libera da condizionamenti politici. Oggi la sua battaglia diventa realtà».
Una riforma simbolo per il centrodestra
La riforma prevede la separazione delle carriere con la nascita di due distinti Consigli Superiori, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri, l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare e il sorteggio dei membri togati del Csm.
Per Forza Italia, si tratta di una tappa storica che completa un percorso di modernizzazione del sistema giudiziario e realizza una delle promesse fondanti del centrodestra.
Ora, con il referendum confermativo all’orizzonte, il partito si prepara a una grande mobilitazione. «La parola passa agli italiani – ha ribadito Battistoni – e siamo certi che il Paese saprà riconoscere il valore di questa riforma, votando sì per una giustizia più giusta».


