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15 Febbraio 2026

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De Luca (Pd): “Stop alle pressioni sui giornalisti, il Governo recepisca subito la direttiva Ue contro le querele bavaglio”

ROMA – “L’episodio che ha coinvolto Sigfrido Ranucci ha reso ancora più evidente un tema che nel nostro Paese resta troppo spesso un non detto: le pressioni, le ingerenze e i tentativi di condizionamento sulla stampa sono una realtà quotidiana”.
Così Piero De Luca, capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Affari europei della Camera, che in una nota richiama Governo e maggioranza alle proprie responsabilità.

“Troppi giornalisti in Italia – prosegue De Luca – lavorano sotto minaccia o sotto pressione, anche a causa di un uso strumentale delle querele, trasformate in strumenti di intimidazione per zittire il dissenso e reprimere la critica al potere. È inaccettabile che, in una democrazia matura, si reagisca alle inchieste o alle critiche con denunce e azioni legali pretestuose”.

Il deputato dem invita la destra a maggiore coerenza: “La libertà di stampa non può essere difesa a corrente alternata, né solo quando fa comodo. Le parole di solidarietà di Fratelli d’Italia dopo l’attentato a Ranucci rischiano di suonare ipocrite se non sono accompagnate da atti concreti a tutela del giornalismo libero”.

Secondo De Luca, “è proprio in momenti come questi che si misura la differenza tra chi crede davvero nella libertà d’informazione e chi la usa come bandiera di convenienza”.

Il parlamentare del Pd chiede infine che il Governo sostenga senza esitazioni l’emendamento presentato dai democratici per il recepimento immediato della direttiva europea anti-SLAPP, che mira a contrastare l’abuso delle cosiddette “querele bavaglio”.
“È incomprensibile – conclude – l’ostinazione della destra nel non voler approvare questa norma all’interno della legge di delegazione europea. Con la discussione alla Camera abbiamo l’occasione di dare un segnale chiaro: difendere la libertà di stampa significa difendere la democrazia stessa. Perdere questa opportunità sarebbe un errore grave e imperdonabile”.

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