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22 Aprile 2026

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Perifano: “La separazione delle carriere non sia una clava contro la magistratura”


Nelle ultime settimane la notizia del ritorno, sotto lo storico vessillo del Partito Socialista Italiano, di Luigi Diego Perifano, che assume l’incarico di responsabile Giustizia nella segreteria nazionale guidata da Enzo Maraio, ha avviato una nuova narraziopne. 

Avvocato, già candidato sindaco e oggi leader dell’opposizione consiliare al Comune capoluogo con Alleanza per Benevento, Perifano è una delle figure più rappresentative dell’area socialista sannita.

Il suo rientro nel PSI avviene in un momento di particolare fermento politico, a ridosso delle elezioni regionali, che vedono la lista Avanti Campania — espressione di un progetto riformista che unisce tradizione socialista, mondo cattolico e area liberal-democratica — candidarsi a essere la vera sorpresa della competizione.

Con lui abbiamo parlato del significato di questo ritorno “all’ombra del Garofano”, del ruolo del socialismo nel panorama politico attuale, delle prospettive del centrosinistra e dei temi cruciali legati alla giustizia, in vista anche del dibattito sulla separazione delle carriere.

1Le regionali alle porte. La lista ‘Avanti Campania’ può essere la sorpresa

È stato fatto un ottimo lavoro, e di questo bisogna dare atto al nostro Segretario, Enzo Maraio, che è riuscito in un’operazione politica intrigante: incrociare la tradizione e i valori di matrice socialista con le esperienze del mondo cattolico e dell’area liberal-democratica.Un progetto che, al di là della prova elettorale, che comunque ci regalerà belle soddisfazioni, apre soprattutto una prospettiva, indica un percorso che va oltre i confini della Campania.Il Psi non è solo storia e identità, ma anche azione e voglia di futuro, insomma fuoco vivo e non culto delle ceneri.

2 Benevento ha trovato un nuovo slancio. Quale il segreto di una nuova stagione che è partita ?

Nel Sannio c’è sempre a stata una vivace presenza socialista, ma quello che mi ha molto positivamente colpito è che alla proposta di Avanti Campania si sono mostrati interessati anche molti che, invero grazie all’anagrafe,non hanno trascorsi di partito: una nuova generazione di trentenni e quarantenni che, superate le diffidenze nei confronti della politica, si riconosce nella traiettoria di un riformismo moderno, dinamico, meno ingessato e più funzionale al governo dei grandi processi di cambiamento:intelligenza artificiale, transizione ecologica, questione demografica, fenomeni migratori, ovvero mutamenti epocali ai quali relazionarsi con approcci necessariamente innovativi.

3 Quali a suo giudizio le priorità del centrosinistra?

Occorre passare dalla sommatoria di bacini elettorali alla concezione di un’alleanza che risulti coesa e affidabile ove chiamata a responsabilità di governo. L’alternativa alle destre non si costruisce sulla effervescenza delle mobilitazioni di piazza, ma su programmi chiari e condivisi, per cui su alcuni temi, a cominciare dalla politica estera, bisogna cominciare a fare sintesi, altrimenti non si è credibili.

4 Tema nazionale. La sua competenza, il suo ruolo. Sulla giustizia la sinistra italiana non ha consolidato ed avviato l’opzione garantista. Perché

La stagione in cui le vicende politiche sono state condizionate dal mix di azioni giudiziarie e can can mediatico è ripensata con nostalgia in alcuni ben individuati settori della sinistra e del mondo dell’informazione. Eppure, e questo dovrebbe far riflettere, per troppo tempo la giustizia è stata al centro del dibattito non per i suoi problemi strutturali, le carenze di organico, la lentezza dei processi e la conseguente frustrazione dei cittadini, ma per le ingerenze, vere e presunte, nella composizione e scomposizione di equilibri politici. Un dibattito deviante, che ha finito coll’ingenerare nella persone una crisi di fiducia nei riguardi del sistema giudiziario, penalizzando peraltro quegli stessi magistrati che, lontano dalle luci della ribalta, e non di rado in condizioni logistiche inadeguate, quotidianamente amministrano la giustizia nei tribunali italiani.

5 Separazione delle carriere. Quale la posizione?

Scontata quella dei socialisti a favore della separazione. Il passaggio dal rito inquisitorio a quello accusatorio implica che le parti, pubblica accusa e difesa, si confrontino nel processo penale ad armi pari. È il naturale compimento della riforma voluta nel 1989 da Giuliano Vassalli, grande ministro socialista e prima ancora giurista preclaro. Ovviamente è una valutazione strettamente tecnica e di merito: sbaglia chi impugna la separazione delle carriere come una clava contro la magistratura, esattamente al pari di chi pensa che il referendum di primavera debba essere utilizzato per un regolamento di conti col governo. Sono posizioni che, politicizzando oltre misura la discussione, ancora una volta distolgono l’attenzione dai problemi veri della giurisdizione.

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