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15 Febbraio 2026

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Legge di Bilancio 2026-2028: Gimbe segnala criticità nel finanziamento della sanità

Roma, 23 ottobre 2025 – La Fondazione Gimbe lancia l’allarme sulla Legge di Bilancio 2026-2028, sottolineando che, nonostante l’incremento complessivo di 7,7 miliardi di euro per la sanità, il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) non registra un vero rilancio strutturale.

Secondo l’analisi indipendente condotta dalla fondazione sul testo bollinato dalla Ragioneria Generale dello Stato, le risorse saranno così distribuite: 2,4 miliardi nel 2026 e 2,65 miliardi nel 2027 e nel 2028, portando il FSN a 145 miliardi di euro nel 2028. Tuttavia, in rapporto al PIL, la spesa sanitaria scenderà al 5,9% nel 2028, rispetto al 6,3% nel 2024.

“Le cifre assolute possono sembrare consistenti, ma includono fondi già stanziati dalle precedenti manovre. In termini di quota del PIL, la sanità torna a diminuire”, commenta il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta. Il divario tra spesa prevista e fabbisogno stimato è significativo: 6,8 miliardi di euro nel 2026, 7,6 miliardi nel 2027 e 10,7 miliardi nel 2028, un carico destinato a pesare sui bilanci regionali e sulle tasche dei cittadini.

Personale sanitario: aumenti e limiti
La Manovra prevede un piano straordinario di assunzioni a partire dal 2026, con circa 1.000 medici dirigenti e oltre 6.000 professionisti sanitari, soprattutto infermieri, grazie a 450 milioni di euro stanziati. Tuttavia, i limiti imposti dal tetto di spesa e gli incrementi salariali contenuti (3.000 euro lordi annui per i medici, 1.630 per gli infermieri e 490 per i dirigenti non medici) rischiano di non frenare la fuga di professionisti dal servizio sanitario pubblico.

Gimbe denuncia inoltre la frammentarietà delle misure, con risorse distribuite tra diversi destinatari ma insufficienti a produrre effetti concreti. Sul fronte della prevenzione, l’ampliamento degli screening oncologici potrebbe restare “solo sulla carta”, soprattutto nel Mezzogiorno, dove le coperture sono ancora lontane dai target raccomandati.

Un segnale positivo riguarda il Piano Nazionale di Azioni per la Salute Mentale, che riceverà 80 milioni nel 2026, 85 milioni nel 2027 e 90 milioni nel 2028, ma secondo Gimbe non basta a compensare le criticità strutturali del sistema sanitario nazionale.

In sintesi, la Fondazione avverte che, senza un rilancio progressivo e strutturale del FSN, le Regioni saranno costrette a fare scelte dolorose, con possibili riduzioni dei servizi o aumenti della pressione fiscale sui cittadini.

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