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22 Aprile 2026

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Valeria Ciarambino e il coraggio della trasparenza: quando la coerenza diventa bersaglio

C’è qualcosa di profondamente distorto nel nostro dibattito pubblico, se una candidata che sceglie la via della trasparenza finisce al centro delle polemiche. Valeria Ciarambino, candidata alle regionali in Campania con la lista Avanti Campania, ha deciso di chiedere apertamente ai cittadini un sostegno economico alla sua campagna elettorale, pubblicando un IBAN e invitando chi crede nel suo progetto a contribuire liberamente.
Un gesto limpido, tracciabile, alla luce del sole. Eppure, per molti, è diventato motivo di attacco.

L’accusa, più o meno esplicita, è quella dell’“ipocrisia”: come se la richiesta di un contributo — dichiarato, pubblico, controllabile — fosse un atto di incoerenza. Ma la verità è esattamente opposta.
In un Paese che ha rinunciato al finanziamento pubblico ai partiti — scelta demagogica che ha lasciato spazio ai finanziatori occulti, alle lobby e ai comitati d’affari — il sostegno dei cittadini è l’unica forma sana e democratica di finanziamento della politica.
Solo che pochi hanno il coraggio di chiederlo apertamente, di spiegare come verranno usate quelle risorse, e di rendere pubblici i conti.

Ciarambino lo ha fatto. Non ha cercato scorciatoie, non ha nascosto sponsor, se e’ questo è giusto, non si è affidata a fondazioni “amiche” o ai soliti giri di interessi. Ha scelto la via della trasparenza, che dovrebbe essere la norma, ma in Italia resta l’eccezione.
E chi sceglie la via onesta, troppo spesso, paga in termini di consenso e di immagine. Perché il rumore della polemica è sempre più forte della voce della coerenza.

La verità è che il problema non è l’IBAN pubblicato, ma il riflesso di un sistema politico e mediatico che preferisce l’ambiguità alla chiarezza.
Invece di attaccare chi mostra i conti, dovremmo diffidare di chi non li mostra.
La politica non si rigenera con gli slogan, ma con la trasparenza concreta, fatta di gesti come questo: chiedere sostegno ai cittadini, spiegare come verrà usato, e rendere conto di ogni euro ricevuto.

In tempi di diffidenza e populismo, la vera rivoluzione è la trasparenza.
E se Valeria Ciarambino viene criticata per averla praticata, allora significa che è sulla strada giusta.

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