di Vanni Vignes
Una brutta sconfitta per la Salernitana, inutile cercare improbabili giri di parole, arrivata al termine di una gara in cui i granata pur tenendo bene il campo, non hanno quasi mai impensierito il portiere di casa.
Dopo un primo tempo tutto sommato a senso unico, in favore degli ospiti, che però mai si sono resi pericolosi e sbloccato da una prodezza su calcio piazzato dell’ex Cicerelli, che da 35 metri abbondanti sorprende un disattento Donnarumma, la ripresa non ha regalato la reazione che tutti si aspettavano. La Salernitana vista a Catania insomma, è stata solo una brutta fotocopia della compagine ammirata fino a questo momento in campionato che aveva con merito conquistato la vetta della classifica. Il copione è stato chiaro fin dall’inizio, con i granata che hanno provato a fare la partita ma venivano sistematicamente rimbalzati dal catenaccio e contropiede con cui Toscano ha pensato di fronteggiare la Salernitana. Senza quasi mai oltrepassare la metà campo nella prima frazione, i padroni di casa hanno avuto il merito di trovare il jolly con il piazzato di Cicerelli, a cui però Donnarumma ha dato una mano, una grossa mano. Le note negative però sono arrivate nella ripresa. La Salernitana non è stata mai pericolosa e pur gestendo il possesso palla, si è troppe volte aperta alle ripartenze ospiti che hanno più volte sfiorato il gol. Se aggiungiamo l’errore di Golemic che ha spalancato una prateria per il raddoppio di Forte, il quadro è completo. Inutili i cambi di Raffaele che è chiamato a questo punto, al delicato compito di chiarire alcuni equivoci soprattutto in termini di scelte. Innanzitutto Tascone. Il centrocampista tanto atteso dal tecnico continua a dimostrarsi perlomeno in ritardo rispetto ai compagni ed a tratti, sempre più spesso, dà l’impressione di essere un gradino al di sotto della media di squadra anche dal punto di vista tecnico. Una riflessione andrebbe fatta perlomeno in attesa che il ragazzo possa recuperare la condizione psico/fisica che magari, potrebbe restituirci il calciatore ammirato l’anno scorso a Cerignola. E poi il portiere. Donnarumma continua ad alternare grossi miracoli ad errori clamorosi. Raffaele deve essere attento a mettere sui piatti della bilancia sia gli uni che gli altri e decidere che cosa, nell’ottica dell’economia di squadra, conviene di più. Insomma, una sconfitta che fondamentalmente brucia perché arrivata senza che gli avversari abbiano mai dato l’impressione di dominare, a dimostrazione che la squadra granata in questo campionato sarà assolutamente artefice del proprio destino. Ora sarà importante resettare tutto, analizzare gli errori individuali, tanti, e ripartire facendo affidamento su quelle che da inizio stagione hanno dato prova di essere certezze.

