Un ordigno esplosivo ha distrutto nella tarda serata di giovedì le automobili del giornalista Sigfrido Ranucci e di sua figlia, parcheggiate davanti alla loro abitazione nella zona di Campo Ascolano, a Pomezia.
L’esplosione, avvenuta intorno alle 22, è stata così violenta da danneggiare anche il cancello d’ingresso e alcune strutture del giardino. Nessuno è rimasto ferito.
Secondo le prime ricostruzioni, si tratta di un attentato mirato: l’ordigno – “potente e potenzialmente letale”, secondo gli investigatori – sarebbe stato collocato sotto una delle vetture. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, la Digos e gli artificieri, che hanno delimitato l’area e avviato i rilievi. Sono al vaglio le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona.
Ranucci, storico conduttore e autore del programma d’inchiesta “Report” su Rai 3, ha confermato di essere illeso e di aver sentito l’esplosione mentre si trovava in casa. Sua figlia era rientrata pochi minuti prima della deflagrazione.
Il giornalista, noto per le sue inchieste su mafia, politica e corruzione, aveva già ricevuto minacce e intimidazioni in passato, poi denunciate alle autorità. La redazione di Report e la Rai hanno espresso solidarietà, così come numerosi esponenti politici, colleghi e associazioni della stampa.
La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per attentato dinamitardo. Gli inquirenti non escludono alcuna pista, ma ritengono probabile un atto intimidatorio legato all’attività professionale di Ranucci.


