Il centrodestra scioglie le riserve e trova la sintesi sul nome di Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri e figura di peso di Fratelli d’Italia, come candidato governatore per la Campania. Dopo giorni di indiscrezioni, è arrivata la conferma ufficiale: FdI, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e la Democrazia Cristiana di Rotondi convergono sul suo nome, siglando di fatto un’unità che – almeno sulla carta – rende la coalizione competitiva anche in una regione storicamente difficile per la destra.
“Cirielli è il profilo giusto per liberare la Campania dal clientelismo e dall’assistenzialismo”, ha dichiarato il senatore Antonio Iannone, commissario regionale di Fratelli d’Italia, ringraziando Giorgia Meloni per la scelta. A fare eco anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, che si dice convinto: “Credo che vincerà”.
Da parte sua, Claudio Durigon (Lega) ha ribadito il pieno sostegno del Carroccio: “Bene che finalmente si sia giunti a indicare un candidato di profilo politico, per replicare anche in Campania il successo del centrodestra nelle Marche e in Calabria”. E la Democrazia Cristiana di Rotondi conferma la linea comune, sottolineando come il viceministro debba “avere mani libere su candidati e coalizione”.
Tutti i segnali, dunque, vanno nella stessa direzione: il centrodestra arriva compatto e organizzato, mentre il centrosinistra appare ancora prigioniero di tatticismi e divisioni. La candidatura di Roberto Fico, sostenuto dal Movimento 5 Stelle, potrebbe dare ossigeno al campo progressista, ma il rischio di una campagna giocata in difesa è concreto.
La vera domanda, oggi, è cosa intenda fare la sinistra riformista. Continuare a subire lo schema imposto da Meloni e dai suoi alleati, o provare finalmente a rimettere al centro i temi veri della Campania: lavoro, sanità, giovani, infrastrutture?
In questo scenario, figure come Crivelli, espressione del riformismo socialista e di un centrosinistra pragmatico, possono rappresentare un’alternativa credibile: una proposta radicata nei territori e capace di parlare al ceto medio produttivo, ai lavoratori e alle nuove generazioni.
Se il centrodestra corre unito e punta sul modello “militare e amministratore” di Cirielli, la risposta non può essere solo di testimonianza, ma politica e di visione. La Campania, più di altre regioni, ha bisogno di un progetto che unisca competenza e rinnovamento, che parli di sviluppo sostenibile e giustizia sociale.
Il tempo stringe, e la partita è aperta. Ma una cosa è certa: senza una candidatura forte e una linea chiara, il centrosinistra rischia di consegnare alla destra anche l’ultima grande regione del Sud.


