Alla Leopolda 2025 Matteo Renzi non si limita a parlare di futuro: lo disegna. Con parole nette, ribadisce che la Casa Riformista può esistere solo se Italia Viva è protagonista della sua costruzione. Non basta un singolo partito, ma senza IV – sottolinea – non ci sarebbe alcuna casa possibile.
Il leader di Italia Viva sgombra il campo dai sospetti di rottamazione: “Noi non ci rottamiamo per niente, anzi siamo tra i pochi che costruiscono”. Una costruzione, però, che deve essere collettiva, lontana dai personalismi: “È importante che non ci siano protagonismi, a partire da noi stessi”.
Il richiamo è alla proposta del sindaco di Milano, Beppe Sala, che ha parlato di una “convenzione riformista”: un punto di incontro tra partiti, amministratori, società civile. È su questa traccia che Renzi immagina la Casa Riformista: uno spazio plurale, aperto, capace di mettere insieme storie diverse e visioni comuni.
Dalla Leopolda, dunque, non un’operazione di facciata ma un messaggio preciso: i riformisti hanno una casa, e chi vuole costruirla deve contribuire senza personalismi, con spirito di comunità e responsabilità.


