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20 Gennaio 2026

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La Marina israeliana ferma la “Global Sumud Flotilla” diretta a Gaza

Gerusalemme/Ashdod – La Marina israeliana ha intercettato e bloccato ieri sera la “Global Sumud Flotilla”, un convoglio di circa quaranta imbarcazioni partite dal Mediterraneo con l’obiettivo dichiarato di portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza.

Secondo le comunicazioni degli organizzatori, il primo contatto con le unità militari israeliane è avvenuto poco dopo le 19, quando le navi hanno perso improvvisamente le trasmissioni in diretta. Pochi minuti più tardi, alcune imbarcazioni risultavano già abbordate dalle forze speciali israeliane, con gli attivisti trasferiti a bordo di motovedette della Marina.

Le modalità del blitz

Fonti israeliane hanno parlato di un’operazione condotta “in sicurezza”, con l’impiego di idranti e granate sonore per disperdere eventuali resistenze. Gli equipaggi sarebbero stati invitati a sedersi sul ponte, con le mani in vista, prima di essere scortati verso il porto di Ashdod per l’identificazione.

Il governo israeliano ha spiegato che la Flottiglia era stata avvertita più volte del rischio di entrare in “una zona di guerra attiva” e della violazione di un “blocco navale legittimo”.

Le accuse incrociate

Gli organizzatori denunciano un’operazione condotta in acque internazionali, definendola un atto illegittimo che ostacola la consegna di aiuti umanitari. Israele sostiene invece che la missione avesse scopi politici e provocatori, ricordando che erano stati offerti canali ufficiali per l’invio di forniture a Gaza.

Il contesto

La tensione è aumentata ulteriormente quando, in contemporanea all’abbordaggio, cinque razzi sono stati lanciati dalla Striscia di Gaza verso la città israeliana di Ashdod: quasi tutti sono stati intercettati dal sistema Iron Dome, senza vittime.

Reazioni internazionali

Italia, Grecia, Spagna e Portogallo avevano già invitato gli organizzatori a fermare la missione, richiamandosi al “senso di responsabilità”. Dopo l’intervento israeliano, si moltiplicano le richieste di chiarimento da parte delle cancellerie europee e delle organizzazioni per i diritti umani.

Al termine di una giornata di tensione in mare, la sorte degli attivisti resta legata alle decisioni delle autorità israeliane, mentre la vicenda della Flottiglia apre un nuovo fronte di discussione politica e diplomatica nel Mediterraneo.

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