Di Vanni Vignes
Un arbitro scarso, a tratti fazioso, e, tecnicamente poco presentabile in un campionato professionistico, ribalta il risultato di una partita che la Salernitana in 70 minuti aveva letteralmente dominato. 2 gol realizzati, 2 annullati di cui uno per un fallo che definire dubbio appare un eufemismo, ed un dominio totale in ogni zona del campo sia in fase di possesso che in quella difensiva prima che quello strano personaggio in cerca di protagonismo, che risponde al nome di Jules Roland Andeng Tona Mbei decidesse che fosse giunto il momento di salire in cattedra. Secondo cartellino a Capomaggio per un molto molto dubbio fallo di spalla dopo che la prima ammonizione era arrivata per una scivolata senza avere toccato l’avversario. Espulsione e Salernitana in 10. Sia chiaro, da quel momento la Salernitana ha sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare, compreso il suicidio di Frascatore al minuto 91 che ha regalato il gol vittoria agli ospiti. Il tutto passando per un penalty, quello del pareggio, che solo la fantasiosa mente del direttore di gara è riuscito a confermare dopo ben 4 minuti di controllo al monitor.
Due partite distinte e separate quindi, anzi, 70 minuti di partita e 20 di farsa grottesca, questo è stato Salernitana- Cerignola.
La partita, quella vera, ha visto una Salernitana dominante, a tratti assolutamente ingiocabile per questo Cerignola ma anche per tutte le altre compagini del girone. Sempre corta, racchiusa in 25 metri, i granata occupavano campo, profondità, spazi e propria tre quarti senza mai dare il minimo cenno di sofferenza. Sempre pronti ad offrire soluzioni ai compagni, gli uomini di Raffaele non hanno lasciato mai il tempo nemmeno di respirare agli avversari rubando decine di palloni ed occupando con costante densità la metà campo avversaria. Doppio vantaggio, un gol annullato per fuorigioco millimetrico ed un altro per un fallo davvero dubbio, a certificare che anche la concretezza non è poi mancata, anzi. Poi però è entrato in campo il direttore di gara, che probabilmente consapevole di avere un futuro poco roseo oltre che del fatto che di lui, non si ricorderà mai nessuno, ha deciso di lasciare il segno. Oltre agli episodi già ricordati, la dimostrazione incontestabile che questa partita c’è qualcosa che non ha funzionato, consiste nel fatto che il tabellino riporta 7 ammonizioni ed una espulsione per la squadra che giocava in casa, che dominava e che era in vantaggio di 2 gol.
Raffaele ha il dovere di lavorare sugli ultimi 20 minuti, perché i granata erano comunque in vantaggio di due reti e la gestione dopo l’espulsione è stata pessima. Questo però non deve intaccare ciò che il campo ha detto chiaramente nei primi 70 minuti: La Salernitana è una corazzata e di arbitri così scarsi grazie al cielo non ce ne saranno poi molti altri in giro per i campi.


