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15 Febbraio 2026

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Giubileo a Napoli: Il “Senso del sacro”, sessanta artisti contemporanei in mostra nel segno della speranza.

L’ottava edizione della mostra “il Senso del sacro”, si è aperta al Liceo Artistico Statale in Largo Santi Apostoli alla presenza di numerosi degli artisti partecipanti e degli studenti.
“Un appuntamento che di volta in volta ha visto crescere la nostra consapevolezza di far parte di una comunità dinamica, che avverte il senso di partecipazione alla vita cittadina ed ecclesiale e interviene con responsabilità, offrendo alla cittadinanza un contributo che soltanto essa può assicurare. La bellezza dell’arte è un potente impulso che eleva i nostri occhi alla contemplazione delle realtà trascendenti, quelle che sole possono dare un senso alla nostra vita”, ha commentato Monsignor Adolfo Russo, Direttore della Pastorale della Cultura e Presidente della Fondazione fare Chiesa e Città che promuove la mostra di arte contemporanea, intervenuto insieme al responsabile cultura della Curia Mario Di Costanzo che si è soffermato sul tema della speranza tratto decisivo di questa iniziativa che si inserisce nel percorso giubilare. È infatti Camminiamo insieme nella speranza il suggestivo sottotitolo della esposizione dei circa 60 artisti ed anche alcuni alunni del liceo artistico scelti dopo una ampia selezione.
La mostra è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì fino al 12 ottobre, con il contributo della Regione Campania, il patrocinio del Comune di Napoli e la disponibilità del Liceo Artistico e della dirigente scolastico professoressa Simona Sessa.
“Quest’anno la Chiesa ci invita a vivere insieme il Giubileo e Papa Francesco ci ha indicato nella speranza la meta e l’approdo felice del nostro peregrinare. Anche noi a Napoli vogliamo dare a questa iniziativa il valore di un’esperienza condivisa, di un cammino artistico e spirituale, di un ritrovarsi insieme con il Signore della nostra vita. E, consapevoli che la bellezza è via privilegiata della speranza, parteciperemo alla mostra di settembre con opere che rievochino le sue grandi valenze… per ogni vita scartata e svilita, nel disabile umiliato, nell’emigrato calpestato dai nostri pregiudizi, in ogni disperata solitudine… È di quest’arte che abbiamo bisogno: di quella bellezza che salva dall’angoscia, di quella comunione che riscatta dalla solitudine, di quella tenerezza che ci ricorda l’abbraccio di nostra madre. Abbiamo bisogno di arte vera, che ci redima dalla tirannide del denaro e dell’egoismo, che esprima la nostra angoscia di fronte alla morte e la nostra sete di Vita, di un’arte che torni ad essere barlume di speranza, linguaggio di Dio”, ha concluso monsignor Adolfo Russo.

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