Il socialista Impertinente
Al netto di ogni sforzo di Salvini, la Lega non sarà mai un partito d’opinione in Campania, in particolare Napoli. La ragione è semplice: quel movimento è nato contro il Sud, con dentro la secessione come bandiera e il disprezzo per i meridionali come collante. Nel DNA della Lega c’è questo, e lo stesso Salvini – prima di riscriversi come “amico dei campani” – ha pronunciato le peggiori frasi sul Mezzogiorno.
Gli ultimi cori di Pontida lo confermano: non sono scivoloni, sono la prosecuzione naturale di una narrazione coerente.
Napoli non dimentica. È la città di Pino Daniele che cantava “questa Lega è una vergogna”, di Troisi che con una battuta smontava Bossi più di mille comizi. Qui la Lega non può diventare identità, non sarà mai voto di opinione.
Può raccogliere consensi, sì, può attrarre singoli. Ma ognuno di loro perde qualcosa: consenso e soprattutto un pezzo di memoria, un frammento di appartenenza. Perché a Napoli la Lega resta e resterà sempre un corpo estraneo.


