C’è chi si inventa un lavoro, e poi c’è chi da un lavoro si reinventa una vita. Patrizio Chianese è uno di quei ragazzi che si è fatto da solo, partendo dalla strada – in tutti i sensi – fino a diventare, quasi per caso, “il re degli hot dog” sui social. Ma dietro i video virali, i panini stracolmi di salse e il carretto sempre pieno di gente, c’è molto di più: c’è un giovane uomo maturo, cresciuto in fretta per necessità, ma senza mai perdere l’entusiasmo e l’intuito.
Nel dialogo con lui colpiscono due cose: la chiarezza con cui risponde, senza mai una parola fuori posto, e la modestia con cui racconta la sua storia. Non cerca scorciatoie, non si atteggia a fenomeno. Eppure ha un’intelligenza veloce, una visione lucida delle sue scelte, e un’ambizione che profuma più di riscatto che di successo.
Parlare con Patrizio, 1,7 milioni di follower su Tiktok, è stato un vero piacere: un ragazzo che non si limita a cavalcare l’onda, ma che – con umiltà e determinazione – sta cercando di costruire qualcosa di vero.
Parlare con lui aiuta a capire, meglio, i social, il mondo giovanile.

Patrizio, ti conoscono tutti per il tuo carretto e per i tuoi video virali… ma se dovessi presentarti a chi non ha mai sentito parlare di te, chi sei?
Sono Patrizio molto piacere e nella vita ho sempre lavorato sin da piccolo, sono molto iperattivo non mi fermo un attimo. Vivo da 10 anni da solo e sono cresciuto in fretta per le difficoltà che ho avuto in famiglia ma mi sono sono messo alla prova dalla vita per scalare la vetta. Ho lavorato 7 anni in campo edile prima che succedesse il fenomeno social e spero di portare le mi ambizioni al successo.
Che tipo di infanzia/adolescenza hai vissuto allora?
Da piccolo ho passato un’infanzia molto dura i miei genitori separati da quando avevo 6 anni ed è stato molto difficile affrontare le situazioni ecco perché sono cresciuto in fretta, ma posso dire che sono grato di aver incontratole persone giuste che mi hanno cambiato la visuale ma il più grande grazie lo do a Dio che é entrato nella mia vita e sta facendo strada per me.
“La mia un’infanzia difficile ma ho reagito. Oggi spero di essere esempio per i giovani”
Quando hai iniziato con il carretto degli hot dog? È stato per necessità, passione o un’idea “nata così”?
Con gli hot dog ho iniziato all’incirca 3 anni fa, dove tutto è nato per gioco la mattina andavo a lavorare come imbianchino e il pomeriggio andavo a fare questi hot dog per strada per divertirmi con i ragazzi. E da li tutto e nato facendo video sui social.
Poi è nato un fenomeno…
É nato tutto per caso forse perché ho chiesto a Dio di farmi avere contatto con le persone e dare qualcosa a questo mondo ma se ci pensi nulle accade per caso ma siamo noi che attraiamo ciò che vogliamo.
E i social? Quando hai capito che TikTok poteva diventare parte del tuo lavoro?
Tik tok é una buona piattaforma per pubblicizzarti e poter avere contatto col pubblico se sai sfruttare la situazione può portarti tanti benefici. Non mi aspettavo tutto questo seguito ma posso dire che sono molto onesto con le persone anche se facciamo tanti errori basta capirli e non rifarli.
La cosa che mi ha sorpreso di più nel mio caso che i bambini mi guardano proprio come se fossi una star e voglio dare qualcosa a queste persone che mi fanno sentire veramente qualcuno.
Quanto lavoro c’è dietro un video?
Bhe più del lavoro dietro a un video e saper sviluppare l’idea e metterla in atto poi per i video è semplice ma sviluppare l’idea è molto difficile, poi devi sempre stare sul pezzo a pensare cosa puoi creare.
Ti aiuta qualcuno o fai tutto da solo?
Per ora faccio tutto da solo però ci sono anche persone che mi consigliano a stare attento a cosa pubblicare perché come si sa, quando sei una persona esposta sui social è un’arma a doppio taglio come puoi salire puoi scalare molto più velocemente.
Ora, che fai?
Per ora sono fermo, sono tornato appena due settimane fa da Malta dove ho avuto un piccolo negozio in affitto per tre mesi ma sto cercando qualcosa per accontentare me ma soprattutto le persone che mi apprezzano.
“Le critiche? Mi aiutano a non commettere errori, a diminuirli”
Sei finito spesso nel mirino dei social o della stampa: come vivi le critiche?
Be le critiche mi stanno aiutando a non commettere più errori, anzi non a non commetterli, direi a diminuirli perché non commettere errori è impossibile ma se guardi bene te ne fa evitare tanti.

Dove ti vedi tra 5 anni? Continuerai con il carretto o hai altri progetti?
Tra 5 anni spero di vedere qualcosa anche perché creare una vera e propria community e azienda ci vuole tanto duro lavoro è costanza ma Dio mi aiuterà a trovare ciò che voglio
Ma se un giorno ti dovessero chiedere di entrare in politica?
Non è un mio progetto entrare in politica pure perché ci vogliono le competenze per entrare in questo campo, competenze che io non ho ma non so se sarà ciò che deve essere lo accetterò


